1 settembre 2014 • A ruota libera

Sessismo nei videogiochi

In questi giorni, (in realtà è passata qualche settimana ormai) è venuto alla luce uno “scandalo” che ha visto come protagonista la “game designer” Zoe Quinn.
Ora, io non voglio parlare di questo tema, se ne sono già dette di cotte e di crude e non ho nulla da aggiungere, ma un effetto secondario di questa scoperta è stato il sentirsi ancora più forte di un argomento
di cui si parlava già tanto in questo periodo.

Il sessismo nell’ambiente dei videogiochi.

La “mascotte” di questa discussione è senza dubbio Anita Sarkeesian che si è fatta voce di una serie di lamentele e critiche nei confronti di questo ambiente definendolo misogino e patriarcale tramite la sua serie su youtube.

(Per chi non sapesse di cosa sto parlando: https://www.youtube.com/channel/UC7Edgk9RxP7Fm7vjQ1d-cDA)

E io non potrei essere meno d’accordo con lei.

Se non fosse che potrei sembrare superficiale mi libererei in un attimo di tutte le critiche mosse da questa comunità femminista defenindole “Capricci di bambine in cerca di attenzioni”, ma siccome sto cercando di scrivere un articolo serio, vediamo di spiegarci un po iniziando proprio dalla vicinda di Zoe Quinn.

Ora, cosa dobbiamo trattare di questa storia? Il fatto che abbia tradito il suo compagno? No, non c’entra davvero niente, che abbia ottenuto buone critiche andando a letto con qualcuno? No, non sarebbe la prima ne l’ultima volta che succede qualcosa del genere, finanziamenti a riviste che “sfasano” le recensioni ci sono sempre stati, e stavolta hanno semplicemente usato una moneta che non fa *ting.

No, il problema è un altro: Zoe Quinn ha usato un argomento serissimo: l’oppressione al genere femminile come un mezzo per farsi accontentare dei suoi capricci.

Ha recepinto (o fatto finta di recepire), qualsiasi critica, qualsiasi ostacolo le veniva posto, come un insulto al suo corredo cromosomico, mentre spesso erano solo legittime questioni (Dai davvero, perchè Depression Quest dovrebbe sare su greenlight e PER FORZA accettato?)
Ora, non sono ingenuo ne stupido, so come funziona su internet dove l’anonimato regna ed è possibile scrivere qualsiasi cosa insultando a tutto spiano risultando protetti dall’anonimato, ma c’è davvero qualcuno che prende queste “offese” sul serio? E’ proprio per questa loro natura che sono molto più facili da ignorare, basta scrivere un commento a qualsiasi cosa su 4Chan per sentirsi dare della checca, ma nessuno si è mai sentito abusato per questo.
E no, so già cosa state pensando: il paragone sui recenti accadimenti sul Twitter di Zelda Williams non è valido, quella è stata una vera e propria azione di fraudolenza nei suoi confronti, qui, fino ad allora almeno, si trattava del solito agire degli utenti di internet.

Ora, dopo lo scandalo del sito dell’ex marito, l’accanimento nei confronti di Zoe è diventato più che personale, ma oltre a dire che se l’è comunque cercata, voglio precisare che nel mondi di internet queste cose succedono al di la di sesso, etnia e orientamento sessuale, per cui non si può assolutamente parlare di misoginia.

Ma femministe io vi chiedo, vi paiono queste le ragioni per cui lottare? E vi pare che queste ragioni siano effettivamente fondate?
Per voi anche il linguaggio usato online in chat vocale mentre giocate a Call of Duty è considerabile adddirittura STUPRO, ora io voglio immaginarvi mentre parlate contro una vittima di veri abusi sessuali e le dite: “Ci sono passata anch’io, l’altro giorno mi hanno dato della peripatetica su un gioco online”, mi stupirei se la ragazza non vi dasse un bel pugno in faccia stendendovi a terra.
Lo so, lo so, non dovrei fare di tutta l’erba un fascio, ma capitemi: io non mi riferisco a coloro che combattono per giustissime ragioni sociali, come la pari opportunità di lavoro in mestieri tradizionalmente maschili (Anche se credo che pure queste proteste siano fatte, sempre eccezioni permettendo, spesso in modo capriccioso e inappropriato, ma questo è un discorso in cui non voglio entrare e spero me lo perdoniate) no, io sto parlando di persone che considerano ABUSO persino personaggi tradizionale come Cenerentola.

Il quadro di questo tipo di femminismo del mondo videoludico è davvero distorto, e se andassero a scavare anche solo superficialmente scoprirebbero quanto in realtà la donna sia apprezzata nell’ambiente, e quanto possano essere delle figure fondamentali nella creazione di un videogioco, vi lascio qui sotto una lista di donne che lavorano a grandi produzioni.

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E’ quindi chiaro come emerga la vera immagine delle donne che si lamentano dell’impossibilità di inserirsi in questo panorama, non ci riescono non perchè l’ambiente sia sessista ma, molto semplicemente, perchè non hanno le abilità che il loro datore sta cercando, o nel caso di Zoe e di Greenlight, che il suo gioco non piaceva o attirava abbastanza.
E’ come se io mi lamentassi della mia impossibilità di entrare a far parte di una squadra di disegnatori perchè sono italiano, mentre in realtà il motivo è semplicemente che faccio davvero schifo nel disegno.

Ma arriviamo al loro altro punto: come la donna venga rappresentata nei videogiochi.

La prima questione sollevata a riguardo è: “C’è un evidente abuso nella quantità di fanciulle in pericolo”.
Ora signore, non voglio essere io a dovervi spiegare queste cose, ma vi sembra che questo sia un problema dei videogiochi? Il tema è presente sia delle vecchissime fiabe popolari, è un tema tradizionale e non offensivo e che viene sfruttato nei videogiochi più “cinematografici” nello stesso modo in cui lo è al cinema (e su questo torneremo dopo) e nei giochi più gameplay based (come possono essere i platform di Mario) per fornire una storia semplice e riconoscibile.
“Ma perchè devono essere le donne ad essere rapite?” Prima di tutto non è sempre vero: in Yoshi’s Island si parla di Baby Luigi (E io non mi sento offeso da un italiano rapito), in Donkey Kong Country a essere state prese sono state delle banane, e in Kirby Mouse Attack una torta.
In questo modo si può scrivere una storia molto semplice e concentrarsi sul gameplay, segue infatti lo schema Equilibrio->Rottura dell’equilibrio->Ristabilimento dello stesso.
La principessa Toadstol (o Peach) è uno stereotipo, ma non uno stereotipo di donna in generale, ma della principessa.
E poi parliamo di Zelda, che viene spesso accostata a questa discussione e a torto, Zelda è una donna molto forte in tutte le sue apparizioni: in Spirit Tracks è la compagna di Link tutto il tempo, in A Link to the Past è una ribelle a Lord Aghanhim nel suo impossessarsi del trono, per diamine in WindWaker è il capo di una banda di pirati!
Inoltre questa analisi spicciola non tiene conto dei numerosissimi personaggi femminili forti: in Kid Icarus Palutena e Medusa sono le grandi dee in lotta, e in Uprising si aggiunge Viridi a loro, senza contare Brillania e Pandora.
Poi nella serie di Crash abbiamo Coco Bandicoot, in No More Heroes un sacco di killer femmine cazzute, e citandone altre a caso: Rosalinda, Lucina, Camilla, Larxene, Emmy e la lista va avanti….

La seconda questione è: “Non importa se la femmina è il protagonista o un altro personaggio: verrà sempre rappresentata in maniera sessualizzata”.
A parte il fatto che questo non è assolutamente vero (Ad esempio Maya, Emmy, Viridi, Kairi o Impa non sono mai state “oggettificate” nei loro giochi), non si può dire che questo sia vero solo per i personaggi femminili.
Sapevate ad esempio che il Link di Ocarina of Time era all’inizio molto più simile a quello di A Link to the Past? E’ stato cambiato per rispettare meglio il tipo di ideale estetico maschile della moglie del disegnatore, mi voelte dire che personaggi come Capitan Falcon, Chrom o Chris Redfield non possono essere tanto sessualizzati quanto i corrispondenti Samus, Lucina e Jill Valentine?
La ragione per cui i personaggi sono esteticamente belli non è per essere sessualizzati ma perchè sono appunto belli da vedere, vi immaginate giocare un gioco dove qualsiasi personaggio ha una faccia orribile, ciccia dappertutto e naso storto? Ci sono anche quelli ma sono più una questione umoristica li, e non mi pare che le persone brutte si sentano offese da questo.
E’ vero, a volte ci sono apposta dei personaggi sessualmente attraenti (Basti pensare all’intero cast di Senran Kagura, a Tharja o a Cia), ma questi non sono da recepire come un insulto al genere femminile, quanto a un modo di ravvivare l’intrattenimento mettendo un pizzico di erotismo (E per le ragazze esistono persino avventure grafiche yaoi, non iniziate a scassarmi che li fanno solo per gli uomini), e io, ma questo è un parere opinabile, li recepisco proprio come una vera celebrazione in positivo del corpo femminile, dato che spesso è associata loro una personalità interessante.
Il creatore di un gioco è libero di creare il proprio mondo come gli pare, a volte può essere divertente inserire qualche stereotipo non offensivo, si tratta di questioni artistiche e di commedia che sono presenti un po in tutte le forme d’arte, ve la immaginate la Venere di Nilo ultracoperta o la Femme Fatale Uma Thurman che non fa la civetta in Pulp fiction?

Infine ci si lamenta per i pochi personaggi femminili giocabili, quello che ribatto è che è vero, ma che non vedo necessario ai fini del gioco avere per forza un personaggio femminile, di solito loro dicono che sia per “immedesimarsi meglio” ma sinceramente come io non ho problemi ad immedesimarmi in un porcospino antropomorfo blu che va alla velocità del suono, non vedo problemi nella immedesimazione in un personaggio della stessa specie che ha genitali diversi.
E in ogni caso non ho problemi neanche a giocare come un personaggio femminile.

E poi anche se sono minori in quantità, i personaggi femminili giocabili sono spesso meglio caratterizzati, ogni personaggio è unico: Shantae, Jill, Lightning, Samus… mentre noi maschietti ci dobbiamo accontentare di tizi muscolosi col mascellone, ragazzini androgini o occasionalmente stereotipi razzisti e animaletti più o meno antropomorfi.

Per concludere penso che non sia il sesso femminile a essere oggettificato, ma il sesso IN GENERALE, e questo fa parte da sempre della natura umana, dai tempi degli antichi greci fino ad oggi, i film ci mostrano sempre una tensione erotico-sentimentale, persino quelli più per bambini, e questo è stato sempre nel teatro e nella letteratura e in tutte le forme di intrattenimento, perchè è la parte più forte dell’essere umano, ed è facile da richiamare, e ognuno di noi può scegliere di viverlo in maniera dignitosa, nel rispetto della personalità altrui, o considerandolo solo come un corpo, maschio o femmina che sia.

E credo di aver detto tutto quello che avevo da dire, se avete domande da farmi o volete chiarimenti sono ben disposto a rispondere e magari aggiungere qui sotto le spiegazioni.

 

Autore: Staff

Non sono una persona vera, quindi non ho nulla di spiritoso ed irriverente da scrivere qui :(