22 luglio 2015 • Recensione

Recensione – Yoshi’s Woolly World, il degno successore di Yoshi’s Island

Questo è il miglior gioco di Yoshi da 20 anni a questa parte. Seriamente, dopo tutte quelle porcate per le quali ho buttato soldi (si vedano le voci Yoshi’s Universal Gravitation o Yoshi’s Island DS,  tra le altre) finalmente Nintendo mi ha dato un capitolo degno di avere per protagonista il celebre dinosauro verde.

Partiamo col dire che Yoshi’s Woolly World è uno dei giochi più pucci, se non IL più puccio, che io abbia mai giocato. La grafica lanosa è così dannatamente accattivante, colorata e “morbidosa” alla vista che è impossibile riuscire a perdere le staffe mentre si gioca.
Lo stesso Yoshi in questo nuovo mondo diventa un personaggio visivamente caratterizzatissimo grazie a delle semplici quanto fantastiche animazioni che vedono il suo corpo mutare in oggetti di vario genere a seconda della situazione (ad esempio, premendo giù sul D-Pad mentre si è in aria, il personaggio si trasformerà in un martello). In questo ambito è possibile apprezzare un tale livello di creatività che a volte pare quasi di essere davanti ad un cartone animato degli anni ’20.

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Come mai Yoshi pare così carino anche quando sta per compiere un… pianticidio?

Sempre rimanendo nell’ambito prettamente artistico, la colonna sonora utilizza diversi stili musicali quali il funky, il rock e il country, generi che riescono inaspettatamente ad amalgamarsi perfettamente con il contesto e le atmosfere del gioco.

La formula alla base del gioco è piuttosto atipica per un platform bidimensionale di questo stampo dato che essa non consiste semplicemente nel raggiungimento del traguardo, bensì nell’esplorazione degli scenari. Sebbene non venga richiesto in maniera mandatoria, il raccoglimento dei collezionabili (Fiori, Cuoricini, Gomitoli di Lana, Gemme) rappresenta una grossa porzione del gioco.
I livelli non sono particolarmente aperti, anzi, in realtà la struttura dei percorsi è piuttosto lineare e spesso non potrà fare altro che ricordare quella dei giochi di Super Mario Bros., tuttavia gli ambienti trasudano di piccoli segreti ed enigmi ambientali che inevitabilmente spingono il giocatore ad esaminare ogni pixel di ogni singola schermata.
In questo contesto, le caratteristiche del mondo di lana in cui il gioco è ambientato vengono sfruttate in maniera piuttosto creativa proprio per nascondere segreti e collezionabili. Ad esempio, tirando via un filo sfilettato, l’intera parete a cui esso è attaccato si “scucirà”, rivelando nuove zone.

Yoshi's Woolly Word 2

Insomma, come in Donkey Kong 64, i collezionabili sono una parte importante del gioco, ma la differenza sta nel fatto che in Yoshi’s Woolly World il giocatore viene premiato per la sua perseverenza con stampi per il Miiverse, nuove skin di Yoshi, livelli segreti e badge (ossia delle sorte di power-up che permettono di facilitare l’avventura).

In aggiunta ci sono pure molti livelli caratterizzati da gimmick unici che contribuiscono a rendere l’esperienza più variegata. Ad esempio, le tipiche trasformazioni di Yoshi sono state rese delle sezioni bonus piuttosto ben curate.

Yoshi Woolly World 4

I controlli sono, come ci si aspetterebbe, molto fluidi e Yoshi risponde alla lettera ai comandi del giocatore, fornendo un’esperienza platformica di quelle di qualità.
Alla classica formula di Yoshi’s Island è anche stata aggiunta una nuova meccanica che permette di svolazzare all’infinito e da questa  nuovo aspetto del control scheme scaturiscono, com’è giusto che sia, delle inedite ed interessanti soluzioni di level design.

Yoshi’s Woolly World è un’ottima aggiunta alla softeca di Wii U ed è senza ombra di dubbio alcuno il miglior gioco della serie dai tempi di Yoshi’s Island.


consigliato

DONKEY KONG 64 IN 2D/10

Un platform che pone l’attenzione sull’esplorazione di livelli creativi e vari, un delizioso passatempo per le vostre vacanze estive.


Autore: Salvatore "Sal" Salerno

Un giocatore pigro fissato con i platform e gli arcade. Ha la disgrazia di pensare che Sonic sia un personaggio decente.