1 febbraio 2016 • Recensione

The Legend of Legacy (Nintendo 3DS)

The Legend of Legacy è stato più volte identificato come un seguito spirituale della serie SaGa, e diciamocelo, anche per una persona come me, con poca esperienza riguardo ai capitoli precedenti, la somiglianza risulta palese in più di qualche aspetto; la presenza di un sistema di sviluppo delle statistiche basato sulle armi utilizzate e la narrazione sviluppata in maniera irregolare sono solo alcuni degli elementi presenti nel gioco sviluppato da FuRyu.

Un omaggio agli amanti dei JRPG

Così mi piace definire questo titolo che può vantarsi di avere persone dietro del calibro di Masao Kato (Chrono Trigger), Masashi Hamauzu (Final Fantasy XIII), Tomomi Kobayashi e Kyoji Koizumi (SaGa series). The Legend of Legacy, però, rompe molti dei canoni dettati dal suo genere in epoca moderna, tra tutti forte caratterizzazione dei personaggi trama complessa e ricca di colpi di scena sono sicuramente i due aspetti più alterati in questo ”tributo al passato”. Al loro posto troveremo ad accoglierci nel continente di Avalon un cast di sette avventurieri appena abbozzati: Meurs, un Elementale; Bianca, una ragazza che soffre di amnesia; Garnet, una templare; Liber, un cacciatore di tesori; Owen, un mercenario; Eloise, un’alchimista e Filmia, il principe guerriero delle rane. Questa serie di eroi ha tutta lo stesso fine: trovare lo Star Graal, un oggetto in grado di esaudire i desideri, per farne l’uso che ne ritengono più opportuno.
Ad ogni persona con un minimo di esperienza nei JRPG, più di qualche personaggio potrà sembrare familiare; impossibile non notare la somiglianza tra Filmia e Frog da Chrono Trigger, entrambe rane guerriere; o tra Liber e Zidane da Final Fantasy IX, i quali hanno diverse caratteristiche in comune, specialmente dal punto di vista estetico. Potrei continuare con questi esempi all’infinito, l’intenzione dei creatori nel creare un’opera fortemente improntata al citazionismo nei confronti del genere a cui appartiene è più che evidente.

Noto una certa somiglianza...
”Wow! Che figo! Non ho mai visto una rana guerriera”

Il mondo della luce…

Tralasciando il mio fanatismo eccessivo nei confronti dei JRPG classici, il punto in cui The Legend of Legacy splende innegabilmente è il gameplay. Il nostro viaggio inizierà con la scelta del personaggio che andremo ad interpretare tra i sette eroi sopracitati, una decisione che potrebbe apparire come fondamentale ma che ai fini di eventuali cambiamenti nello sviluppo della trama o dei personaggi è prossima allo zero; perciò saremo liberi di scegliere chi più ci aggrada, considerando anche che la scelta di un membro qualsiasi dei sette non ci precluderà dall’ottenere i restanti proseguendo nell’avventura. Compiuta questa scelta meramente estetica, ci ritroveremo nella città principale del continente, chiamata Initium e da essa potremmo addentrarci nei più disparati dungeon. Esatto, niente tutorial o introduzioni, The Legend of Legacy, fin dal nostro primo arrivo in città, si mostrerà in tutte le sue possibilità. Starà al giocatore imparare a gestire la grande mole di contenuto proposta dal gioco sia per quanto riguarda l’esplorazione sia per il sistema di combattimento. Durante le esplorazioni dei dungeon il nostro obiettivo principale sarà completare la mappa di ogni area che andremo a visitare, la quale, man mano che ci addentreremo più in profondità, si riempirà sul touch screen. Una volta completa, sarà possibile venderla al mercato della cittadella per un’ingente somma di denaro che risulterà essere molto utile per le nostre avventure. Fortunatamente il titolo offre una buona varietà di dungeon, nemici e insidie da superare, spezzando così l’effetto monotono che altrimenti si andrebbe a creare proseguendo nel gioco.the_legend_of_legacy_battle

Le battaglie sono organizzate secondo il classico schema a turni, con l’aggiunta di un sistema molto particolare di abilità; la crescita dei personaggi dipenderà proprio dall’utilizzo di esse. Infatti, i nostri eroi non guadagneranno punti esperienza né saliranno di livello, un po’ come avveniva nel secondo titolo della saga leggendaria di Final Fantasy (non a caso fu l’unico capitolo a venire sviluppato dal creatore della serie SaGa): in The Legend of Legacy, come nel titolo di casa Square Enix, le statistiche del nostro party cresceranno a seconda del tipo di abilità che useremo. Ad esempio, se porteremo a termine una battaglia usando solo attacchi fisici, ci sarà una buona probabilità che alla fine dello scontro vedremo la statistica di attacco dei uno dei nostri personaggi salire. Un altro particolare delle battaglie che risulta molto piacevole è la possibilità di scegliere tra una serie di formazioni – alcune preimpostate, altre create da noi – ad ogni turno, assegnando così un ruolo particolare ad ognuno dei nostri combattenti. Questi ruoli andranno a determinare un cambio nelle statistiche dei nostri personaggi (ad esempio, il ruolo ”Attack” aumenterà molto la statistica d’attacco, diminuendo capacità difensive). All’inizio del gioco ci sarà la possibilità di selezionare un numero ridotto di formazioni, continuando a completare dungeon, ci verranno fornite nuove possibilità di combinazione, così da permettere ai nostri eroi di essere pronti ad ogni evenienza.

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In qualsiasi momento, premendo il tasto START, il gioco salverà uno screenshot che successivamente potremo rivedere nella galleria del 3DS. Davvero molto comodo!

…e quello delle tenebre

Ho usato questa metafora ripresa da elementi spesso presenti in questo genere di giochi proprio per descrivere i due lati opposti presenti in questo JRPG di FuRyu; mentre la parte relativa alla giocabilità risulta essere molto gradevole e originale, purtroppo, il comparto artistico e sonoro non riesce a tenere testa.  Lo stile grafico usato nell’intero gioco sembra enormemente ripreso da quello di Bravely Default, fortunato JRPG per 3DS che non credo abbia bisogno di introduzioni. Persino le inquadrature usate sembrano fortemente ispirate al titolo sviluppato da Square Enix.
Inoltre, i modelli dei personaggi risultano a volte legnosi e le animazioni – in particolare quelle delle abilità in battaglia – appaiono come povere e decisamente troppo semplici. Anche la colonna sonora non riesce proprio ad affermarsi; anonima, impiegata come un mero contorno… È un vero peccato che un titolo come The Legend of Legacy, così attento ad aver un occhio di riguardo al passato del suo genere, abbia tralasciato una delle parti usate da questi giochi come punto di forza principale.
Ovviamente, le mancanze in comparto artistico non sono sufficienti per alterare in maniera fortemente negativa il mio giudizio sul titolo. Però, in combinazione con l’assenza pressoché totale di trama e di caratterizzazione dei personaggi, mi trovo costretto ad ammettere che i punti di forza assoluti di questo titolo sono davvero pochi.

A sinistra The Legend of Legacy, a destra Bravely Default. Le due immagini sembrano provenire dallo stesso gioco...
A sinistra The Legend of Legacy, a destra Bravely Default. Le due immagini sembrano provenire dallo stesso gioco…

Pochi ma buoni

Con questa frase finisce la nostra breve panoramica sul continente di Avalon. Nonostante il numero ristretto di caratteristiche positive, consiglio tassativamente questo titolo a tutti gli amanti del genere. Se cercate un JRPG semplice, con tutti i pregi e i difetti provenienti dalla ”vecchia scuola”, ma che propone un gameplay divertente che vi farà spendere ore e ore davanti allo schermo, The Legend of Legacy è decisamente quello che fa al caso vostro.

TUFFO NEL PASSATO/10

Una vera e propria lettera d’amore a tutti gli amanti dei giochi di ruolo di una volta

PRO

CONTRO

 Gameplay divertente ed originale

Buon livello di difficoltà

Ottima varietà di dungeon

 Stile grafico visto e rivisto

Colonna sonora anonima

 

Autore: Alessandro "Phoenny" Bugari

Sono l’appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l’indomani a colazione. Ho il “vanto” di essere il più giovane membro di Nintendoomed. P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.