21 dicembre 2015 • Recensione

Steel Empire (Nintendo 3DS eShop)

Esistono generi videoludici che visti con gli occhi di noi, cavalieri degli anni ’10, non possono non regalare un malinconico sorriso sul volto dettato dalla nostalgia dei primi anni ’90, vuoi che siamo stati fortunati da viverli, vuoi che ne siamo rimasti affascinati grazie ai racconti di amici, fratelli o genitori. È questo il tipo di sorriso che mi ha regalato Steel Empire, uno sparatutto a scorrimento orizzontale che urla “1992” da ogni pixel.

Spara! Vola! Spara!

Ed è proprio nel 1992 che questo titolo appare per la prima volta, per la precisione su Sega Mega Drive, per poi rinascere sotto forma di remake per GBA nel 2005 e infine approdare sull’eshop Nintendo dieci anni dopo in una versione tirata a lucido per l’occasione. Diciamolo subito, Steel Empire è uno sparatutto di stampo prettamente classico, il giocatore controlla un velivolo e cerca di arrivare a fine stage sparando all’impazzata ai nemici e cercando di evitare la tempesta di proiettili che riempirà ben presto lo schermo superiore. Gli unici comandi che utilizzeremo saranno la levetta direzionale, il tasto A per sparare a destra, il tasto Y per sparare a sinistra, e il tasto B per sganciare una bomba che fa piazza pulita di tutto ciò che si muove sullo schermo.

Steel Empire (2)
Spara a tutto ciò che ti spara. Semplice, no?

Tuttavia, prima  di bollare il titolo come “gioco di nicchia” per via della sua impronta tradizionalista, vorrei far luce su un paio di elementi che potrebbero paradossalmente rendere Steel Empire un titolo adatto anche a chi vuole avvicinarsi a questo genere per la prima volta.  Prima di tutto, diamo un occhio al livello di difficoltà.
Il gioco consente di scegliere tra tre opzioni: Facile, Normale e Impossibile. Una volta terminate le sette missioni del gioco inoltre, sarà possibile ricominciare la storia con un livello di difficoltà ancora più alto: Difficile. Come? “Impossibile” è più accessibile di “Difficile”? Sì. Non chiedetemi perché. Personalmente, ero digiuno dagli sparatutto da anni, e, affrontando l’avventura a difficoltà normale, non ho riscontrato particolari difficoltà; sono morto giusto un paio di volte (era notte e avevo il gatto sulla pancia che mi distraeva) e mai nemmeno l’ombra di un “Continue”. A un livello di difficoltà adatto a tutti, si affianca inoltre una barra della vita, elemento non scontato in un genere che spesso punisce con la morte istantanea il primo errore.

Steel Empire (3)
Troppi nemici? BOMBA!

Un altro fattore non da poco è il sistema di esperienza particolarmente originale, che inserisce quel pizzico di GDR che non guasta mai. Il nostro velivolo infatti può salire di livello raccogliendo tre power-up di tipo P, aumentando gradualmente la potenza di fuoco; il tutto fino a un tetto limite segnato dal livello 20, il cui raggiungimento in media avviene nell’ultimo stage. Dove sta la novità? Semplice: i nostri power-up non verranno azzerati in caso di morte, cosa che invece accade in praticamente ogni sparatutto classico di cui abbia memoria. Nella malaugurata ipotesi dello schianto infatti perderemo sì i piccoli droni di supporto che avremo eventualmente raccolto tramite power-up di altro tipo, ma manterremo inattaccata tutta la potenza di fuoco; e questo è senza dubbio un altro punto a favore per i neofiti.
Chiaramente Steel Empire sa essere anche punitivo; un giocatore esperto troverà un bel livello di sfida afftontando il gioco alla difficoltà massima, dove lo schermo diventa un ammasso di proiettili e aeroplanini.

A tutto vapore!

Lo stile grafico di Steel Empire è curatissimo. La grafica bidimensionale è ricca di dettagli, i nemici sono variegati e i fondali sono spesso suggestivi, il tutto reso ancora più bello da un’ottima implementazione dell’effetto 3D. Credo di aver riconosciuto addirittura Firenze e la sua cupola del Duomo tra le ispirazioni per l’ambientazione. Come? Cosa c’entra la cupola del Brunelleschi in un gioco di battaglie aeree? Dimenticavo di dirvi l’elemento caratterizzante del titolo: il contesto steampunk.
Tutto nel gioco, come già dal titolo era intuibile, è mosso dal vapore, dai più piccoli velivoli (bellissimi quelli ispirati ai progetti di Leonardo Da Vinci) ai boss più minacciosi.

Steel Empire (1)
Il vascello di Bowser di metallo?

A inizio missione potremo scegliere se guidare un aeroplanino, agile ma deboluccio e poco resistente, o un dirigibile, grosso e lento ma più potente e solido. La colonna sonora è squisitamente retro e svolge egregiamente il suo compito senza però lasciare in testa quel particolare motivetto, fa forse eccezione solamente la marcetta del menù principale che risulta nostalgica anche al primo ascolto. La trama del gioco è poco più di un pretesto, con un impero da sconfiggere e una ribellione di cui facciamo parte. Non proprio il massimo dell’originalità, basti anche solo pensare a quella saga con le spade laser che noi tutti amiamo così tanto e che proprio in questi giorni sta tornando tanto a far parlare di sé. In ogni caso, è ovvio che in un gioco del genere la trama rappresenta poco più di un bonus che deve fare da contorno a una giocabilità che funzioni e diverta. Cosa che Steel Empire riesce a fare e alla quale affianca uno stile davvero particolare.

Uno dei boss più grossi e divertenti del gioco. Diventa rosso? Continua a sparare!
Uno dei boss più grossi e divertenti del gioco. Diventa rosso? Continua a sparare!

Un volo lungo un salto

Steel Empire purtroppo si completa in 45 minuti. Ovviamente è possibile rigiocare le sette missioni a difficoltà maggiori, tentare di migliorare il proprio punteggio; anzi, la rigiocabilità è proprio il fulcro dell’esperienza di uno sparatutto classico e qui non si fanno eccezioni. I più volenterosi potranno inoltre cercare di raggiungere tutti gli Achievement proposti nel menù extra, uno dei quali peraltro è puro masochismo. Tuttavia, considerata inoltre la pesante assenza di una classifica online e il prezzo (16€) non proprio abbordabile, rende Steel Empire un titolo estremamente breve e probabilmente destinato a pochissimi appassionati. Peccato davvero perché, come dicevo a inizio recensione, poteva essere un ottimo primo shoot ‘em up di molti videogiocatori.

VAPORE/10

Uno shoot’em up classico ben curato, accessibile a tutti e con stile da vendere.

PRO

CONTRO

Divertente e stilosissimo

Accontenta esperti e nuovi piloti

Sistema di esperienza originale

• Effetto 3D ben implementato

È breve e costoso

Autore: Paolo "seemee" Simi

La vita mi ha portato a studiare informatica, ma il cuore appartiene al cinema, alla musica e ai giochini. Creo bei meme involontariamente.