29 settembre 2017 • Recensione

SteamWorld Dig 2, la nostra recensione

Si torna a scavare e lo si fa in grande!

Penso di non essere il solo che quando provò SteamWorld Dig non troppi anni fa rimase piacevolmente sorpreso nello scoprire che quel che sembrava un semplice indie fatto senza troppa passione era invece di più. Guidare Rusty avanti e indietro da Tumbleton alle profondità più recondite della miniera non risultava affatto ripetitivo, anzi, a ogni minerale trovato, a ogni segreto scoperto, a ogni incasso effettuato vendendo le preziose gemme, riuscivo a percepire una sempre più potente scarica di soddisfazione. Tutto questo suona familiare? Allora vediamo di scoprire insieme perché SteamWorld Dig 2 è un gioco da non dover assolutamente perdere.

Ieri una miniera, oggi un mondo

La storia prende luogo qualche tempo dopo il capitolo precedente: dopo aver fatto risorgere Tumbleton e aver salvato il mondo placando la terribile minaccia che si celava dentro Vectron, Rusty se ne andò misteriosamente, senza salutare nessuno. Nei panni di una Dorothy dal look totalmente aggiornato, toccherà a noi scoprire che fine ha fatto il nostro vecchio amico e, già che ci siamo, capire l’origine dei terremoti che stanno mettendo in subbuglio il vecchio… o meglio, nuovo West.

Confrontro fra Dorothy, SteamWorld Dig 2
Ecco un confrontro con l’aspetto del primo gioco. Un’evoluzione niente male, eh?

Questa volta compieremo gli scavi nella miniera di El Machino, un villaggio in cui sembra sia stato avvistato Rusty. E proprio come Rusty, cominceremo solo con un semplice ma fidato piccone per poi arrivare a un arsenale sempre più versatile e potente, tra rampini, martelli pneumatici e bombe per farci strada tra macerie e nemici.

Per i novizi della serie, l’offerta ludica di SteamWorld Dig 2 si palesa in un platform 2D in cui il nostro obbiettivo, per il più del tempo, sarà quello di scavare verso il basso attraverso blocchi di terriccio gestiti in modo non troppo dissimile da quello del classico Dig Dug. Nel corso delle scavate bisognerà trovare minerali e gemme da dover poi portare in superficie per guadagnare soldi da spendere nel potenziamento del nostro arsenale.

SteamWorld Dig 2 Screenshot 2
Scava, scava! ~

E a proposito del nostro arsenale, anche stavolta l’ampliamento di esso sarà possibile grazie a degli altari speciali che troveremo nel corso del gioco à la Metroid.
Il nostro moveset però rivelerà avere una libertà di personalizzazione che nel primo titolo era assente, questo grazie ai potenziamenti (detti “Mod”) che potremo applicare sul nostro equipaggiamento nel villaggio. È possibile infatti usare gli ingranaggi che troveremo nascosti nel gioco per poter, per esempio, aumentare il raggio di luce della nostra torcia oppure ottenere un premio in denaro sconfiggendo nemici.

SteamWorld Dig 2 Screenshot 4
Rispetto al primo capitolo, l’avventura stavolta avrà più sorprese in serbo per noi.

Se nel primo capitolo il nostro obbiettivo era semplicemente quello di andare sempre più a fondo alla miniera, cercando di risalire di volta in volta, stavolta avremo un’intera mappa da esplorare. Essa sarà composta da più cave, ciascuna di esse caratterizzata da un ecosistema ben definito e pullulanti di segreti, biforcazioni e grotte opzionali in cui spremere le meningi grazie ai puzzle che ci verranno proposti in esse.
Il gioco propone anche strade alternative che saranno una delizia per gli speedrunner in quanto, seppur per nulla facili da scovare, permetteranno di completare il gioco in tempi record, a volte snobbando anche pezzi d’equipaggiamento che sarebbero altrimenti d’obbligo.

L’arte dello scavare

La direzione artistica del titolo non si distacca molto da quella del primo capitolo, mantenendo quindi dei colori più accesi e dei robot dalle proporzioni più “chibi” rispetto al più serioso SteamWorld Heist. Ciò che però si può notare da subito è l’enorme salto di qualità che la grafica ha ottenuto: ogni sprite ha una risoluzione ben maggiore e in generale ogni elemento, dai semplici minerali a più grossi robottoni, è molto più piacevole alla vista del capitolo precedente.

SteamWorld Dig 2 Screenshot 10

Nemmeno il comparto sonoro scherza, con una selezione di musiche più ampia e sopratutto multiforme: oltre alle musiche da spaghetti Western alle quali siamo abituati, potremo goderci delle ottime musiche ambientali per le situazioni variegate che il gioco ci proporrà. E, detto tra noi, nel tema della prima boss battle si può addirittura sentire una risonanza con uno dei giochi che fanno da avi spirituali a Dig 2, cioè Metroid. Provare per credere. Anche i suoni sono stati gestiti alla perfezione, gradevoli, mai scoccianti o rimbombanti.

Affrontando un secondo il lato tecnico, anche la fase di debug è stata impeccabile visto che durante l’esperienza col titolo non è stata riscontrata alcuna svista degli sviluppatori, persino dopo aver passato alcuni periodi prolungati a testare la solidità dell’ambiente di gioco.
Inoltre anche questo capitolo possiede una buona traduzione in italiano che riesce a mantenere la personalità dei personaggi.

Quando a crescere non è solo il mondo di gioco

A prima vista il gioco potrebbe sembrare una versione migliorata del primo e niente più, ma la questione secondo il sottoscritto va un pochino più a fondo. Giocando non potevo fare a meno di pensare a ciò che era il primo gioco e provare una sensazione di tenerezza nel vedere dove quell’allora piccolo team sia arrivato adesso.

È vero, SteamWorld Dig 2 si mantiene quello che molti definirebbero un incrocio tra Metroid e Terraria, proprio come il primo capitolo, che è un titolo semplice ma dal gameplay solido e distinto: il giocatore deve farsi strada in questo labirinto di terra creando lui stesso il suo percorso, ma in ciò non deve solo pensare a scendere, ma anche a creare un percorso adatto a risalire per poter poi riportare le risorse raccolte nel corso della spedizione in superficie. Il tutto facendo però anche attenzione ai nemici che si incontreranno nella strada, alla luce rimanente della lampada, alle scorte d’acqua e a quante tasche rimangono da riempire di minerali. Un gameplay apparentemente piatto e ripetitivo ma che si rivela in fretta assuefante grazie alla velata componente strategica, manageriale e di combattimento che, aggiunta al gameplay da platform 2D di base, crea la ricetta perfetta. E sotto questa luce il secondo non cambia ma va bene così!

I momenti creepy non mancheranno.

Perché rispetto a questo primo capitolo, adesso è stato aggiunto tutto quel che serviva mettere intorno a quel gameplay: una grafica al top, una storia semplice ma avvincente, un grande mondo esplorabile e un ottimo sistema di personalizzazione.

Quel vecchio titolo per Nintendo 3DS, sviluppato da un modesto e poco conosciuto team svedese, ha ora un seguito creato da un team rinomato e che è d’obbligo per ogni possessore di Switch che si rispetti. Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi l’evoluzione di un diamante grezzo che è divenuto raffinato. Nient’altro che virili lacrime di fierezza da versare per Image & Form.

In conclusione

SteamWorld Dig 2 è l’ennesimo gioiellino frutto del lavoro scrupolo che ormai ci aspettiamo da Image & Form. Con un gameplay che tiene incollati fino alla fine e difetti praticamente inesistenti, che si abbia giocato il primo capitolo o no, non esiste davvero motivo per cui non mettere immediatamente le mani su questo titolo.

DIG DUG/10

  • Un gameplay che non stancava allora e non stanca ora.
  • Controlli e, in late-game, libertà di movimento ottimi.
  • Musica ed effetti sonori davvero niente male.
  • Contro? Nemmeno scavando fino al centro della terra ne troverei.
C’è davvero ben poco di cui sorprendersi. SteamWorld Dig 2 dimostra tutta la cura al dettaglio e manodopera raffinata alle quali quelli di Image & Form ci hanno ormai abituati.

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Autore: Salvatore "Mirax96" Mirabelli

La sua aspirazione rimarrà sempre quella di tradurre, ma viene spesso beccato in giro sul web a fare ogni volta qualcosa di diverso, ma sempre relativo ai videogiochi... Youtuber, Smasher... E ORA BAZZICA CON QUELLI DI NINTENDOOMED!?