20 novembre 2017 • Recensione

RECENSIONE – Rocket League (Nintendo Switch)

Il gioco che vi racconto oggi è il mio primo titolo affidatomi per una recensione giocato sul mio Nintendo Switch nuovo di pacca. Già, perché finalmente pure io sono riuscito a entrare nella grande famiglia del tablet più ambito dell’anno, e, di conseguenza, sono pronto a ricevere giochi gratis recensire tante nuove cose per i lettori del più bel sito di videogiochi al mondo. Signore e signori, uno degli esperimenti più folli e riusciti nella storia recente dei videogames: Rocket League.

Rocket League nasce come una di quelle pazzie che potremmo farci scappare al bar con gli amici il venerdì sera dopo il terzo Negroni: “ma vi immaginate un gioco con delle macchinine che giocano a calcio con una palla gigante?”. Detto fatto. Due anni fa usciva su PC e PS4 proprio un gioco del genere, il nostro Rocket League, che si rivelò nell’effettivo  essere uno dei titoli più originali, freschi, e soprattutto,  divertenti degli ultimi anni. Ma non solo! Il suo successo è stato tutt’altro che un fuoco di fiamma; ad oggi, al netto dei due anni trascorsi, si parla ancora di Rocket League come di uno dei titoli più giocati online, seppur con l’ovvio attenuarsi dell’hype iniziale. Il motivo è presto detto: oltre ad essere facile da approcciare, il gioco di Psyonix è anche maledettamente hard to master, e crea molta, molta dipendenza. Le partite sono rapide, 5 minuti e via, ed è frequentissimo trovarsi a dire “l’ultima e poi smetto”.

È quindi il gameplay perfettamente bilanciato tra immediatezza e complessità a rendere Rocket League un Gioco con la G maiuscola, ma soprattutto (e il nostro Filippo lo aveva dichiarato in tempi non sospetti), un gioco profondamente Nintendo nella sua filosofia. Ecco che quindi una versione Switch è stata finalmente rilasciata, e non delude assolutamente nel suo essere un compromesso portatile con il grandissimo pregio di poter essere giocato ovunque. Perché parliamoci chiaro: Rocket League può essere tranquillamente approcciato come un gioco mordi e fuggi, e una console come Switch non può che esaltare questa peculiarità.

Nell’edizione per la nostra console preferita troviamo le tante modalità presenti nelle altre versioni, incluse quelle uscite dopo il lancio: infatti, un altro punto di forza di questo gioco è sicuramente il ricco supporto da parte degli sviluppatori che hanno costantemente rilasciato nuovi accessori e modelli di macchinine, ma anche nuove modalità di gioco. Quella principale è pure la più celebre, e prevede partite da 1vs1 fino a 4vs4 giocatori, in singleplayer contro i bot, oppure contro altri giocatori con il multiplayer locale od online. Ovviamente, il gioco è fortemente improntato sull’online e prevede un sistema di livelli atto a bilanciare il matchmacking oltre ad una una sentitissima modalità competitiva che potrebbe tenervi incollati ai joycon per centinaia di ore. Come se non bastasse, ci sono delle modalità alternative che sono veramente carine: una dedicata al basket, una all’hockey e un’altra ancora, chiamata Dropshot, in cui non ci sono porte né canestri, e si faranno punti danneggiando il pavimento tramite i rimbalzi della palla, che andrà fatta precipitare nelle voragini generate dagli urti. O ancora: la modalità rissa, che prevede l’uso di power up, o il Rocket Lab, che raccoglie delle piste sperimentali su cui portare avanti delle sfide più particolari.

Ma cosa troveremo ad accoglierci in esclusiva su questa particolare versione? È presto detto: una macchinina dedicata a Mario (o Luigi a seconda della squadra), con tanto di cappellini e suoni in linea con lo stile fungoso del nostro amico baffuto, più una dedicata alla saga di Metroid.  Ovviamente, la possibilità più attesa è quella di giocare in modalità portatile, cosa che, a meno di laptop sulle ginocchia, era finora impossibile. In modalità portatile, Rocket League rende piuttosto bene. Certo, ci si rende subito conto a colpo d’occhio che la risoluzione non è al massimo delle potenzialità, così come l’anti aliasing; tuttavia, joycon alla mano, la versione Switch regge bene il confronto con le altre ed è ben comoda se uno avesse voglia di godersela sdraiato sul letto, che è poi a mio avviso la cosa più bella. La fluidità non viene mai intaccata, nemmeno quando si gioca in due sulla stessa console; a tal proposito, anche in questa modalità ho trovato i comandi molto comodi, al netto delle dimensioni dei Joycon, ma reputo piuttosto fastidioso il fatto che in 1vs1 locale non ci sia la possibilità di settare i comandi a nostro piacimento. Tutto bellissimo anche quando si gioca sul televisore di casa; certo, la risoluzione pure qui non è quella che ero abituato a vedere su PS4, motivo per cui ho preferito di gran lunga optare per la modalità portatile. Niente di inguardabile, sia chiaro, ero solo abituato ad una grafica un filo più pompata.  L’intento degli sviluppatori d’altronde era chiaro, mantenere i 60 fps costanti sia in modalità fissa che in modalità portatile, a costo di sacrificare la risoluzione: obiettivo per altro raggiunto in pieno.

In definitiva, acquistare o non acquistare Rocket League su Switch? Assolutamente sì, se questa dovesse essere la vostra prima esperienza con il gioco. Vi divertirete da matti. Assolutamente sì se volete giocarlo dove e quando volete. La comodità della versione Switch è impareggiabile e supera di gran lunga qualunque rimpianto porti una risoluzione un po’ bassa. Sì e no, se avete già una versione PC o PS4/XBOX ONE e non schiodate mai il vostro tablettone dal dock: in tal caso, avreste un doppione secondo me inutile, e le macchine esclusive di Mario e Metroid non valgono di certo da sole il prezzo del biglietto.

BRUM BRUM/10

  • Dà assuefazione.
  • Easy to learn, hard to master.
  • Cioè ragazzi, Rocket League al cesso ma di che parliamo.
  • Dà assuefazione. Troppa.
  • Peccato per la risoluzione.
Rocket League è uno dei giochi più divertenti degli ultimi anni, e questa versione per Nintendo Switch, al netto di un abbassamento di risoluzione, si rivela un signor porting in grado di farci giocare come pazzi senza limiti di spazio

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Autore: Paolo "seemee" Simi

La vita mi ha portato a studiare informatica, ma il cuore appartiene al cinema, alla musica e ai giochini. Creo bei meme involontariamente.