23 febbraio 2016 • Recensione

Return to PoPoLoCrois: A Story of Seasons Fairytale (Nintendo 3DS eShop)

Tutti noi abbiamo bisogno di grandi storie da avere accanto, racconti sontuosi che con il loro respiro ci portino in mondi magici carichi di eroismo. C’è chi trova questa risposta nell’epica, chi nella fantascienza, chi nelle fiabe. Return to Popolocrois: a Story of Seasons fairytale mette insieme i pezzi e ci regala un’esperienza molto interessante per Nintendo 3DS.


Per cominciare facciamo chiarezza su cosa sia la saga di Popolocrois, sconosciuta alla maggior parte del pubblico italiano. Si tratta di un manga fantasy pubblicato per la prima volta addirittura più di trent’anni fa, nel 1984, dal quale sono state tratte due serie animate (arrivate anche in Italia lo scorso decennio, come dimostra questa sigla) e cinque videogiochi. Prima di Return to Popolocrois solo uno tra questi era arrivato in Occidente, per una console innominabile, riscuotendo un tiepido successo.

A questo punto è legittimo chiedersi come mai, nel 2016, una serie relativamente oscura riesca a ottenere un titolo tutto per sè su una console nel pieno della propria maturità. La risposta è molto semplice: alle spalle troviamo un publisher come XSEED, per intenderci quello che ci ha regalato titoloni del calibro di Harvest Moon, Rune Factory (a breve la recensione del quarto capitolo) e Story of Seasons, successore spirituale di Harvest Moon recentemente sbarcato su 3DS. Return to Popolocrois: a Story of Seasons fairytale  è infatti un crossover, il quale unisce la tradizione fiabesca di Popolocrois a quella agreste dei classici di XSEED.

popolocrois1Una volta chiarito tutto questo possiamo analizzare il gioco, trovandoci tra le mani un giocattolone ben curato e per certi versi sorprendente. Se infatti la veste grafica, estremamente fedele al manga degli anni ’80, potrebbe tradire un approccio infantile alle tematiche e alle meccaniche tipiche dei giochi di ruolo, la verità ci offre qualche piacevole sorpresa. Gioco di ruolo che più gioco di ruolo non si può, avremo un party composto da quattro elementi caratterizzati da armi specifiche (spada, fionda, nocche, fauci e non solo) e abilità esclusive. Ciascun personaggio avrà dalla sua parte anche dei Punti Magia, coi quali pagare le immancabili abilità capaci di rigenerarvi o di sferrare colpi di spada tra le fiamme. Ciascuna di queste abilità potrà salire di livello, a seconda di quante volte la userete. Un tocco piacevolissimo, in grado di approfondire la strategia senza appesantire il gameplay.

Hero of the Dark World

A ben guardare questo Return to Popolocrois si trovano diverse somiglianze con un’altra saga che non ha bisogni di aggettivi, The Legend of Zelda. Il che non è affatto male, se non fosse chiaro.

La storia è piuttosto basilare e non prevede colpi di scena: Pietro, il principino del regno di Popolocrois, viene catapultato nella terra di Galariland, un mondo minacciato dalle ombre che solo la vostra spada potrà salvare. Dove l’ho già sentito…

popolocrois2Le ombre, rappresentate da Creature Oscure, si faranno malmenare nell’overworld così come a misura di Minish. Avete letto bene: attraverso una meccanica che ci riporta ai tempi di Minish Cap, potrete essere rimpiccioliti ed entrare nei vari campi sparsi per Galariland. Perché sono proprio questi appezzamenti di terra ad essere minacciati per primi dalle ombre, e riportandovi la luce li renderete nuovamente fertili. Le quattro Fattorie della Luce, che fungono da templi della situazione, vi permetteranno di mettere in pratica l’aspetto agreste del gioco, ma solo una volta che avrete sconfitto i boss ad esse collegati. Un compito non troppo difficile, dato che i dungeon saranno estremamente semplici (per intenderci, nemmeno l’ombra di un rompicapo) per l’intera durata della storia.

Sarete accompagnati da un cast peculiare: un Lupo Blu, un certo Uomozucca (nient’altro che un uomo con una zucca in testa e un mantello) e due fratelli pastori,  i quali porteranno risvolti interessanti alla trama. Nel complesso un cast effervescente, in grado di regalare più di un sorriso nel corso della vicenda.

Vuoi sapere perché mi chiamano Pietro? 😉

Tra le meccaniche secondarie una delle più… curiose, per così dire, riguarda la possibilità per il nostro Pietro di stringere amicizia con cinque ragazze sparse per Galariland. Queste ragazze vengono definite “benedette” dalla dea Galari stessa, protettrice della regione, e migliorarci i rapporti porterà benefici per voi e il territorio. Una proposta interessante, se non fosse che il protagonista ha tredici anni, ne dimostra dieci, ha una fidanzata dall’altra parte del mondo completamente all’oscuro di tutto ciò, e soprattutto queste ragazze dimostrano senza troppi giri di parole di essere perdutamente innamorate del nostro piccolo eroe. Mentre tutto quello di cui è capace di parlare lui sono le rape del suo orto… man these days.

popolocrois3In compenso questi  ̶f̶l̶i̶r̶t̶ rapporti d’amicizia vi permetteranno di dare un buon fine al cibo che coltiverete nei vostri campi. Rape, patate, arance, e chi più ne ha più ne metta: potrete vendere il raccolto, preparare pietanze o donarlo alle vostre amiche. Niente sistema di ricette, come in Rune Factory, ma un personaggio che vi fonderà gli ingredienti con un macchinario. Semplificato, ma funziona.

Tirando le somme

Return to Popolocrois: a Story of Seasons fairytale è un buon gioco, su questo non ci sono dubbi. Le ore che ci ho speso sono state molto piacevoli, regalandomi un’esperienza soddisfacente. Il problema è che mancano le spezie, quell’insieme che rende un titolo qualcosa di più dell’ennesimo gioco di ruolo disponibile su una console già per sua costituzione ricchissima di esponenti della categoria. Non solo Story of Seasons e Rune Factory 4 surclassano ampiamente la storia del nostro Pietro per quanto riguarda l’aspetto agricolo, ma un paragone coi gdr più in voga su Nintendo 3DS risulta semplicemente impietoso.
Ma a guardar meglio il confronto non è impietoso: è scorretto. Return to Popolocrois è un titolo introduttivo a entrambi i generi, il regalo ideale per le vostre sorelline e i vostri fratellini. Se non ci fosse l’ostacolo della lingua (il gioco è disponibile solo in inglese) sarebbe in cima alle wish list degli under 11 di mezzo paese.
C’è una categoria a cui consiglierei questo titolo, senza pensarci due volte: le persone che vogliono tornare bambini, assaporare la dolcezza dell’ingenuità e della felicità dalle piccole cose. Sembra una frase fatta, buttata lì per far quadrare il cerchio, ma è quello che mi sento di dire alla fine di questa piccola avventura. Alla veneranda età di venti e passa anni mi sono affezionato ai personaggi, a quel tombeur des femmes del nostro Pietro, al lupo blu, alle musiche orecchiabili per quanto ripetitive.  Mi sono affezionato a tutto questo e con mia grande sorpresa vi dico che sì, Return to Popolocrois: a Story of Seasons fairytale potrebbe perfino diventare un piccolo classico. Dategli una chance, se la merita.

OK/10

Un gdr molto grazioso e capace di catturare, benché non riesca a distinguersi troppo dalla concorrenza.

PRO

CONTRO

Sistema di combattimento ben strutturato.

Stile grafico azzeccato.

Non offre nulla che lo faccia brillare particolarmente.

Musiche anonime per quanto ascoltabili.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.