5 dicembre 2017 • Recensione

RECENSIONE – Quest of Dungeons (Nintendo Switch)

Il nostro eroe diventa sempre più forte. Ma ce la farà?

Quest of Dungeons è il primo videogioco di Upfall Studios, piccolissima software house portoghese; il titolo da questo settembre è disponibile anche per Nintendo Switch, anche se in passato era già uscito su altre console, fra cui Wii U e 3DS. Il team è composto esclusivamente da David Amador, con il contributo di alcuni validi artisti addetti alla grafica e al sonoro. Il gioco è un dungeon crawler con caratteristiche roguelike; per chi non lo sapesse, lo scopo è quello di esplorare un dungeon con più piani generati casualmente fino ad arrivare al boss finale e sconfiggerlo. Non è localizzato in italiano, ma sarà necessaria solo una basilare conoscenza della lingua inglese per potere avanzare e conseguire la vittoria. Andiamo perciò ad analizzare il titolo avventurandoci in Quest of Dungeons.

Immaginate: cosa succederebbe se un Non Specificato Malvagio Signore Oscuro rubasse la luce del mondo e la rinchiudesse in una lanterna magica? Il male trionferebbe? Dei coraggiosi Eroi potrebbero unire le forze per fronteggiare l’oscuro evento? Sarebbe troppo banale, meglio sparpagliarsi e girovagare allo sbaraglio nelle oscure segrete di questo malvagio cattivo per cercare di salvare la Terra. Ecco questo è Quest of Dungeons.

Alla ricerca della Luce del Mondo

Facendo partire una nuova partita, per prima cosa sceglieremo che personaggio usare, all’inizio avremo a disposizione quattro classi, una è segreta e compare dopo aver finito il gioco una prima volta. Le classi sono stereotipi tipici dei giochi fantasy, ognuna con caratteristiche e dinamiche differenti, e sono:

  • Il guerriero, un combattente che eccelle nel combattimento corpo a corpo che potrà fronteggiare i nemici in mischia avendo un alto valore di difesa.
  • Il mago, nonostante sopporti pochi attacchi, potrà lanciare incantesimi in grado di danneggiare e arrecare malus ai nemici a distanza.
  • L’assassino, che potrà attaccare i nemici a distanza con l’arco e con le sue abilità potrà eludere gli attacchi o rendersi invisibile agli occhi dei mostri.
  • Ed infine lo sciamano, una classe ibrida, che potrà terrorizzare i nemici rendendoli impotenti ed evocare un mostro che lo aiuterà nei combattimenti attaccando insieme o al suo posto.
Quest of Dungeon
All’inizio di Quest of Dungeons potremo scegliere quattro personaggi con caratteristiche diverse ispirate al mondo fantasy

 

Facendo partire il gioco, verremo introdotti all’avventura tramite una scena, che demolisce lo stereotipo “dell’unione che fa la forza” e dimostra con un tono scanzonato che Quest of Dungeons non si prende mai sul serio.

I primi passi in Quest of Dungeons

Facendo i primi passi il gioco sembra molto legnoso, ma il tempo di ambientarsi e ci si ricrederà. La visuale isometrica permette di vedere il circondario, ma solo fino ad uno spazio limitato di sette blocchi di raggio, a causa dell’oscurità nel dungeon, che verrà generato in maniera casuale ogni volta. Il personaggio si muove di un “quadrato” per volta e per proseguire deve muoversi attraverso delle stanze che saranno accessibili da porte chiuse, ed in alcuni casi anche a chiave. Il dungeon è popolato da nemici, e i primi scontri ci aiuteranno a capire come funziona l’azione di gioco. I mostri ci verranno incontro per attaccarci, un quadrato alla volta, ma solo dopo che avremo concluso un’azione, come muovere un passo o aprire una porta.  Il gioco infatti presenta un sistema a turni, mascherato con una parvenza di gioco d’azione.

Questo singolare sistema di combattimento obbliga a studiare una strategia su come muoversi: se ci avventurassimo in una stanza senza prestare attenzione ai nemici presenti, potrebbe esserci fatale per noi farsi circondare dai nemici costringendoci al game over e facendoci perdere per sempre il nostro progresso fino a quel momento.

Quest of Dungeons
Lanciarci a capofitto contro un nemico potrebbe costarci cara la pelle.

Man mano che avanzeremo nel labirinto e sconfiggeremo i nemici, che ad ogni piano diventeranno sequenzialmente più forti, otterremo dei punti esperienza, che ci aiuteranno a salire di livello per renderci più forti e resistenti agli attacchi; in più a volte lasceranno degli oggetti, dei tomi che servono ad imparare nuove abilità o mosse o dell’equipaggiamento, per aumentare i nostri valori di attacco e difesa o rivenderli dal mercante in cambio di monete che serviranno a comprare altri power up o pozioni.

Quest of Dungeons aggiunge all’esplorazione e ai nemici degli elementi interattivi. Per esempio le trappole danneggeranno chiunque ci passi sopra, efficaci se usate con astuzia per attirarvi i nemici sopra; i portali che possono teletrasportarci in un’altra stanza e scrigni o elementi dello scenario che possono contenere oggetti o tesori che potranno essere usati o venduti. Sono inoltre presenti delle quest secondarie, senza alcun scopo per la trama, che si possono riassumere in due categorie: in una bisogna uccidere un mostro specifico, nell’altra trovare un determinato oggetto, che ci arricchiranno con un po’ di esperienza e di oro.

Nello svolgersi dell’avventura potremo notare uno sbilanciamento fra le classi, dovuto al loro diverso modo di approcciarsi. Il mago e l’assassino sono sicuramente avvantaggiati perché potranno attaccare a distanza e uccidere i nemici prima che questi si avvicinino, magari anche solo facendo un passo dentro la stanza, invece il guerriero e lo sciamano devono avvicinarsi ai nemici per poterli attaccare e rischiano facilmente di essere circondati ed uccisi molto facilmente.

Quest of Dungeon
La nonchalance del gioco nel prenderci in giro, è una trovata simpatica e irriverente.

Ma Quest of Dungeons vale la pena di essere aggiunto alla nostra libreria videoludica? Il gioco è un déjà-vu, in salsa molto più leggera di infiniti altri titoli disponibili su altre piattaforme. La filosofia del programmatore non è quella di voler lasciare un segno nella storia, ma semplicemente di voler intrattenere il giocatore senza troppe pretese, e lo si evince fin dai primi momenti di gioco. L’atmosfera è cupa, ma ridicolizzata dalle battute degli NPC e dei nemici, l’estrema rigiocabilità del titolo, grazie anche alla leaderboard e i classici obiettivi per dare più consistenza al gioco e l’immediatezza e la portabilità che fornisce la console Nintendo rende un acquisto obbligato, anche se ci avessimo giocato su altre piattaforme. Inoltre anche gli speedrunner possono trovare diletto, visto che può essere completato anche in poco tempo .

Vi do solo un suggerimento, ricordatevi di interagire col cartello appena cominciate una nuova partita, per poter vedere uno sketch divertente.

HE’S SO DEAD/10

  • Impegnativo, ma non frustrante.
  • Rigiocabile senza problemi, grazie alle mappe random.
  • Divertente e immediato.
  • Le musiche sono ripetitive.
  • Le classi sono sbilanciate.
Quest of Dungeons è una piccola chicca che si può godere in qualsiasi momento della giornata, e anche una breve partita può regalarci qualche sorriso, senza grosse pretese.

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Autore: Giobbanni

Sostiene che siamo fatti per vivere in ferie, videogiocatore fin dai primi anni novanta, nel tempo libero lavora.