7 dicembre 2016 • Recensione

RECENSIONE: Pokémon Sole e Luna (Nintendo 3DS)

Ciao a tutti! Benvenuti nel mondo dei Pokémon. Mi chiamo Leonardo! Però la gente mi chiama Dadoh! Questo mondo è abitato da creature chiamate Pokémon. Per alcuni i Pokémon sono piccoli amici, altri li usano per lottare. In quanto a me… recensire giochi è il mio lavoro. Il tuo viaggio nel mondo di Pokémon Sole e Luna sta per iniziare! Ti aspetta un mondo pieno di waifu, meme e grandi avventure con i Pokémon. Andiamo!

 Me lo ricordo ancora, quel pomeriggio. Era il 26 febbraio e fuori pioveva. Non mi interessava di cosa ci fosse fuori, ma di cosa avrei visto di lì a poco. Ero ansioso di scoprire cosa avrebbe alimentato il mio hype nei mesi a seguire. Parte il trailer ed ecco arrivare subito un richiamo ai fan di vecchia data, per poi ripercorrere tutta la storia dei giochi Pokémon. Famiglie felici, bambini concentrati, facce strane. Appaiono poi bozzetti e modelli di Pokémon mai visti e, infine, due loghi: Pokémon Sole e Pokémon Luna. Mi alzai dal computer e mi guardai intorno, pensando: “tutto qui?”.

In effetti, le informazioni non sono tardate ad arrivare e, nei mesi successivi, abbiamo fatto la conoscenza di tantissimi nuovi Pokémon, personaggi, team malvagi e non. Dalle anticipazioni che man mano arrivavano, sembrava che le implementazioni questa volta fossero davvero massicce e che Game Freak, almeno stavolta, avesse voluto fare le cose in grande per riconquistare la fiducia dei vecchi fan delusi da certi aspetti di X e Y (così come XY a loro volta avevano riconquistato i fan che avevano trovato indigeste alcune peculiarità di Nero e Bianco) e, perché no, di attrarre nuovi giocatori in questo fantastico mondo.
Che dire: le premesse sono state soddisfatte a pieno, superando di gran lunga le mie aspettative.

In questa era di cambiamenti, la prima differenza sostanziale che è possibile notare già dai primissimi minuti di gioco risiede nell’interfaccia. Finalmente, infatti, il secondo schermo viene sfruttato in maniera brillante quanto scontata: sarà presente infatti una mappa totalmente rinnovata, che, grazie al Rotom che infesta il Pokédex, ci indicherà costantemente la nostra posizione e perfino l’obiettivo che dobbiamo raggiungere.

Il nostro Pokédex commenterà gli ultimi avvenimenti nella regione di Alola.
Il nostro Pokédex commenterà gli ultimi avvenimenti nella regione di Alola.

Per quanto possa sembrare una cosa di poco conto, questo sarà uno degli aspetti che renderà la nostra avventura ad Alola più fluida e godibile.
Tra le implementazioni nell’interfaccia, inoltre, notiamo come in battaglia, se avremo già incontrato il Pokémon avversario, ci verrà indicata l’efficacia delle mosse, agevolando quindi nuovi utenti e non, permettendo loro di poter scegliere sempre la cosa migliore da fare. Se incontreremo un mostriciattolo che abbiamo intenzione di catturare, inoltre, basterà premere il pulsante Y per lanciare la Pokéball, invece di dover aprire prima la borsa, rendendo il tutto molto più immediato.
Inoltre, se dopo la cattura decideremo di inviare quel Pokémon al box, questo soggiornerà al Poké Resort, in cui potremo ottenere nuovi Pokégioli, i “Poffin” di questa generazione.

Nel Poké Resort sarà possibile raccogliere Pokégioli per far fare degli spuntini ai nostri Pokémon.
Nel Poké Resort sarà possibile raccogliere Pokégioli per far fare degli spuntini ai nostri Pokémon.

Sicuramente questo contribuisce a dare un’immagine migliore dei Pokémon inviati al PC che, invece di essere rinchiusi da soli in un box, soggiorneranno in diversi isolotti in compagnia di altre creature.
Una grande implementazione è la meccanica delle prove dell’isola, che vanno a sostituire le classiche palestre; prove che si concluderanno con una sfida ai Kahuna, che in Sole e Luna assumono un ruolo assimiliabile a quello dei capipalestra dei capitoli precedenti. Viene quindi meno quella ripetitività tipica della serie, donando inoltre al gioco anche più longevità del solito. Potrà capitare di dover scattare foto, grazie al Pokédex, ad alcuni mostriciattoli in particolare, oppure di dover sconfiggere ogni creatura in una determinata area, e, alla fine, sfidare il Pokémon dominante, che sarà dotato di statistiche più alte e che potrà chiamare a sé degli alleati. Per poter proseguire all’isola successiva, inoltre, sarà necessario sconfiggere il già citato Kahuna, una sfida particolarmente impegnativa che richiederà non poco sudore (e Revitalizzanti) per poterla portare a termine.

La grande novità di questa generazione è tuttavia l’introduzione delle nuove mosse Z. Grazie a dei particolari cristalli (uno per tipo) assegnabili ai nostri Pokémon, sarà possibile utilizzare, una volta per incontro, una mossa più potente della norma in modo da poterserla cavare quando le cose si stanno mettendo male.
mossa-z-pikachuÈ un’aggiunta che ricorda le mosse finali di molti picchiaduro, in grado sì di ribaltare l’esito di un incontro, ma, a differenza delle mega evoluzioni, tende a non sbilanciare il gioco, anche in vista di tornei competitivi. Pur essendo più potente, infatti, è possibile proteggersi facilmente grazie all’uso di mosse come Protezione o Predizione.
Tra le varie aggiunte, possiamo notarne una che moltissimi fan della serie hanno richiesto a gran voce nel corso degli anni: l’eliminazione delle MN. Grazie al Poképassaggio sarà possibile infatti chiamare alcuni Pokémon, ognuno con funzioni diverse: potremo ad esempio spaccare rocce con Tauros, spostare degli ostacoli con Machamp, cavalcare le onde con Lapras oppure volare per le isole con Charizard.

C’è da dire inoltre che, a differenza degli altri capitoli usciti su Nintendo 3DS, non riceveremo grandissimi aiuti dai vari personaggi che troveremo in giro per le città, i quali ci regaleranno al massimo qualche pozione o antidoto. Non ci verranno quindi regalati Pokémon all’interno della storia se non lo starter (a differenza di ciò che accadeva in Rubino Omega e Alfa Zaffiro, in cui ci veniva donato un Latios o un Latias nel bel mezzo dell’avventura, sbilanciando così tutto il resto del gioco).
Torna a fare capolino il Condividi Esperienza che, come ormai da tradizione nei giochi usciti nell’ultima portatile di Nintendo, funzionerà per l’intera squadra. Questo tuttavia, pur sembrando un oggetto dalle capacità fin troppo strabilianti, in realtà potrà essere utile, ma non troppo. Anche se utilizzeremo questo strumento, infatti, gli avversari saranno sempre qualche gradino sopra di noi. Arrivando ad un punto avanzato della nostra avventura ad Alola, inoltre, la squadra che avrete allenato fin dalle prime fasi di gioco risulterà “obsoleta”: statistiche e tipi andranno rivisti a causa della difficoltà crescente delle sfide, quindi saremo costretti a catturare nuovi Pokémon. Se da una parte, grazie a questo aspetto, otteniamo una dinamicità e varietà per quanto riguarda la squadra, dall’altra entra in campo la rarità dei Pokémon di Alola.  Vi potrà capitare, soprattutto durante le prime fasi della storia, di ritrovarvi con una squadra formata quasi interamente da creature provenienti da Kanto. Anche se potrebbe essere visto da alcuni come un lato negativo, molti potrebbero tuttavia prenderla come una sfida.
I timori di un gioco troppo semplice che trasparivano dalla demo, quindi, sono (per fortuna) svaniti completamente.

Un altro aspetto che è possibile notare dal primo impatto è sicuramente il comparto grafico del gioco. I personaggi infatti, rispetto ai capitoli precedenti, sembrano molto più credibili e realistici, così come le animazioni. Vedremo dei continui cambi di espressione (tranne per il nostro allenatore che, colto da una paralisi facciale, avrà un sorriso stampato in viso per tutta la durata del gioco), e movimenti del corpo durante i dialoghi, che riusciranno a rendere più immersiva la trama del gioco.
Le ambientazioni sono piene di particolari e sono state caratterizzate bene, in modo da poterle riconoscere a vista d’occhio. Alcuni scenari sono davvero spettacolari e ci si sorprende di come tutto questo possa girare su un Nintendo 3DS. C’è infatti un prezzo da pagare per tutto questo. Anche se in questo gioco è stato completamente rimosso l’effetto 3D, durante la nostra partita potremo notare un lag piuttosto aggressivo durante le battaglie, specialmente se sono coinvolti più di due Pokémon. Un vero peccato che, tuttavia, non va ad intaccare in modo pesante quella che è la qualità del titolo.

La storia a prima vista potrebbe risultare semplice, ma già da subito riesce ad essere accattivante e ad incuriosire il giocatore. Tutto ruota intorno al mistero di Nebulino (pardon, Cosmog) ed alla sua padrona, Lylia (A.K.A. la nostra Waifu), l’assistente del professor Kukui. Nelle fasi conclusive della nostra avventura, il ritmo della storia si farà sempre più intenso e suggestivo, alternando momenti tragici e ansiogeni, contornati da scene piene di epicità ed altre avvolte da cupezza. La colonna sonora amplificherà le nostre emozioni provate all’interno del gioco: la qualità delle tracce è impressionante e riuscirà sempre a trasmettere il messaggio adatto alla situazione. Sono presenti infatti temi che richiamano la località ed il mare, contrapposte a melodie più serie e cariche, fino ad arrivare a cupezza, ansia e desolazione. Una nota dolente è riservata all’andamento della storia, forse troppo lineare nei percorsi da seguire, con un’esplorazione ridotta quasi all’osso a causa dell’indicatore che ci mostrerà il nostro obiettivo.

I personaggi che incontreremo nel nostro viaggio per le quattro (cinque se vogliamo) isole di Alola sono facilmente distinguibili, grazie alla buona caratterizzazione che hanno ricevuto.
9teavwtPer questo motivo finiremo addirittura a provare affetto per alcuni di loro.
Nessuno ci risulterà particolarmente antipatico e tutti avranno una personalità unica, passando da stereotipi a personaggi imprevedibili.
Uno dei miei timori nei confronti di questo titolo risiedeva nel fatto che sarebbe potuto risultare fin troppo semplice, come i giochi Pokémon dalla quinta generazione in avanti. Le mie paure sono state stroncate di netto. Già da subito, vedremo che l’intelligenza artificiale di allenatori e creature selvatiche è stata notevolmente migliorata. Durante le battaglie, anche gli allenatori comuni potranno utilizzare delle pozioni o cambiare Pokémon seguendo una strategia e i mostriciattoli selvatici potranno chiamare aiuto in qualsiasi momento, rendendo quindi più dinamiche e ardue le battaglie e, oltretutto, togliendo quel velo di monotonia che si stava creando negli ultimi giochi. Il livello delle sfide inoltre è aumentato a dismisura: se in passato bastava poco per battere una palestra, adesso superare una prova dell’isola risulterà estremamente difficile, costringendo talvolta (per la prima volta da un paio di generazioni almeno) a dover allenare la nostra squadra per poter proseguire. All’interno delle città potremo ricevere dei regali.

La componente multigiocatore di questo gioco non ha ricevuto molti cambiamenti. Per accedervi sarà necessario passare per il Poké Resort, una sorta di parco di divertimenti in continua espansione, che però non aggiunge davvero niente di concreto. La modalità Battle Royale, tuttavia, vuole provare a dare una scossa al battling tradizionale della serie, incoraggiando nuove strategie in un tipo di competizione che riserva sempre qualche sorpresa.
battleroyal1Ci ritroveremo infatti in una sfida tutti contro tutti di 4 giocatori, in cui a perdere sarà il primo Pokémon ad andare K.O. All’interno di questa arena potranno quindi nascere alleanze e tradimenti, tutte allo scopo di portarsi a casa la vittoria.

In conclusione, dopo le premesse fatte con i trailer pubblicati nel corso dei mesi, viene da chiedersi una cosa: dove è il fattore nostalgia? La risposta è semplice: sparso in tutto il gioco. Molto spesso verranno fatte citazioni a giochi di generazioni precedenti e, come la massiccia presenza dei Pokémon di Kanto e l’introduzione delle forme Alola possono confermare, si è puntato molto sull’appoggio dei giocatori di vecchia data, affinché possano ripescare alcuni ricordi di esperienze vissute molti anni fa.
Pokémon Sole e Pokémon Luna sono dei titoli ambiziosi: si sono incaricati di dare una ventata d’aria fresca al gioco, introducendo nuove meccaniche stravolgendo talvolta canoni consolidati fin dal primo capitolo della serie. Dal punto di vista grafico, l’impatto che riceviamo è davvero impressionante, anche se paghiamo il prezzo con alcuni cali di frame rate abbastanza evidenti e fastidiosi durante le battaglie. Il livello di difficoltà aumentato non fa che aumentare la rigiocabilità e l’immersione nel gioco, anche se tuttavia la linearità nei percorsi da intraprendere è a tratti imbarazzante.

Dopo le grandi ambizioni poste da questo titolo, in conclusione, questa nuova generazione di Pokémon ha tutte le carte in regola per conquistare il cuore di tutti: dai giocatori esperti ai novellini che toccano per la prima volta un gioco di questa serie.

ALOHA/10

  • Graficamente spettacolare.
  • Colonna sonora in grado di immergere il giocatore nelle atmosfere tropicali della nuova regione.
  • Battaglie più impegnative rispetto a XY e ORAS.
  • Tante le novità da scoprire e una trama che riuscirà a tenervi incollati fino alla fine.
  • Cali di framerate nelle battaglie.
  • Percorsi fin troppo lineari.
  • I Pokémon che caratterizzano la regione di Alola sono poco frequenti da trovare, a differenza di quelli delle generazioni precedenti.
Dopo i passi falsi di X e Y e Omega Rubino e Alfa Zaffiro, i Pokémon ritornano su Nintendo 3DS migliori che mai.

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Autore: Leonardo "Dadoh" Simi

Sono nato con una PS1 davanti e all'età di 3 anni catturavo i miei primi Pokémon su Game Boy Color. Nintendaro con lievi sfumature di PC Master Race, il mio sogno è di diventare un game developer. In alternativa, potrei diventare un ciccione.