30 agosto 2017 • Recensione

RECENSIONE – Minecraft: Story Mode The Complete Adventure (Nintendo Switch)

Minecraft con una storia, cosa mai potrà andare storto?

Parlare di Minecraft nel 2017 è un atto di coraggio. Dal lontano 2009, anno in cui è stato lanciato nella sua prima versione, la sua popolarità è cresciuta molto… forse anche troppo. E come sempre succede, sono arrivati meme, creepypasta, leggende metropolitane varie e chi più ne ha più ne metta. Il tutto su un gioco fondamentalmente senza storia, che puntava semplicemente ad essere una sandbox, con tanto crafting e poco altro.
Questo sarebbe in realtà uno sviluppo anche piuttosto degno di nota. Pur partendo da basi così semplici, la fanbase è riuscita a creare così tanto… sicuramente si tratta di un mix efficace di fan dedicati e creativi e una base di partenza stimolante e affascinante… forse. O forse no. Come tutti sappiamo, la qualità della “lore” che si è andata a formare intorno a Minecraft non è esattamente eccelsa, anzi. Il suo valore ormai sta proprio nel suo essere talmente cringeworthy dal divertire gli animi più coraggiosi tra quanti si trovino a sguazzare nel deepweb (ma neanche troppo, vi ricordate di lui?). Insomma, forse è meglio far finta che non esista, o forse è il caso che qualcuno cerchi di sistemarla ufficialmente.

Ed ecco dunque che Telltale ci dona Minecraft: Story Mode. Iniziato nel 2015 su… praticamente ogni dispositivo possibile, si tratta dell’ormai usuale caso di un brand preesistente che ottiene il “trattamento Telltale”, appunto. Ossia, partendo dalle basi predeterminate, viene creata una serie episodica di avventure grafiche, dotate di QTE e scelte che andranno ad influenzare, ora più ora meno, il progredire della storia.
La scelta di Minecraft non era sicuramente tra quelle che ci si aspettavano, ma va bene così, la curiosità è alle stelle, chissà come faranno a far funzionare tutto questo! La risposta è semplice. Non ci sono riusciti.

Mettiamo subito le cose in chiaro: la storia che ci viene narrata in quest’avventura non è così male come può sembrare. Jesse, il nostro protagonista, di cui potremo scegliere aspetto e genere all’inizio del gioco, è un costruttore, insieme ai suoi amici Olivia e Axel e al suo maialino domestico Reuben. Proprio per questo, il giorno di una convention dedicata proprio al mondo del crafting, i tre… ehm, quattro, decidono di partecipare ad un concorso e cercare di dimostrare a tutti le loro abilità. Purtroppo, le solite cose succedono, e i nostri eroi si ritrovano coinvolti in un evento molto più grande di loro, ossia la creazione di un Witherstorm cattivissimo e inarrestabile e un varco che li trasporta nel mezzo del nulla, in compagnia di Lukas e (in base alle scelte) Petra, altri due giovani presenti alla convention. Solo loro potranno salvare il mondo (anzi, i mondi!) e ricostituire l’Ordine della Pietra, composto da quattro eroi che hanno sconfitto il leggendario Ender Dragon.

Minecraft Story Mode Screen1
Divertente notare come il cast sia disposto in ordine di astuzia. Sì, il maiale batte quasi tutti.

La premessa non è, chiaramente, delle più innovative, tuttavia la storia si sviluppa in maniera non sorprendente ma quanto meno piacevole, con momenti ora più ora meno interessanti ma mai veramente noiosi. Dal quinto episodio (ossia metà degli 8 totali), poi, inizierà un nuovo arco narrativo, caratterizzato da una struttura molto più episodica, appunto, in cui ad ognuno corrisponderà un mondo diverso da esplorare. Degno di nota è sicuramente il 6, che riprende la struttura di una mystery novel, con i nostri eroi intrappolati in una villa con altri personaggi (degli Youtuber di Minecraft, sì) che verranno uccisi uno alla volta da un certo “White Pumpkin”.

Cos’è che dunque non funziona di Minecraft Story Mode, come viene spesso chiamato dai fan?
Prima di tutto, purtroppo, bisogna parlare di un difetto piuttosto diffuso tra i titoli che si impegnano così tanto a rendere l’esperienza di gioco diversa e personale per ognuno, sulla base delle proprie scelte. In base ad esse, infatti, alcuni personaggi possono apparire molto di più o di meno rispetto ad altri, e di conseguenza avere un ruolo molto marginale benché la storia richieda il contrario. Perfetto è l’esempio di Petra, presentata come una delle protagoniste, ma che, come risultato di alcune scelte nell’episodio 1, può invece diventare un personaggio secondarissimo per i tre episodi seguenti. Ciò striderà parecchio quando, alla fine del 4, le verranno assegnati meriti che in realtà nella mia run non ha avuto, a differenza invece di Lukas, trattato come secondario dal gioco.
Proprio quest’ultimo, inoltre, dimostra anche come gli autori avessero chiara solo parzialmente la personalità di ognuno dei loro personaggi. Egli, infatti, subisce variazioni anche drastiche del suo carattere e del suo modo di agire all’interno degli 8 episodi, quasi mai motivate. Spesso presentato come un ragazzo gentile, ogni tanto diventa scorbutico e intrattabile, talvolta un codardo, talvolta eroico, ora timido, ora espansivo. Pur essendo uno dei pochi ad apparire in ogni parte della storia, devo dire che tuttora non saprei descrivere con certezza il suo carattere (a meno che abbia personalità multiple, magari sarà un plotpoint della Season 2… magari no).
Nessuno dei personaggi, in generale, gode di una sua crescita personale, a parte un singolo caso che comunque non basta a rendere giustificabile il lavoro pressoché assente su questo ambito, decisamente importante in un gioco il cui punto focale è la narrazione (e che ha ben poco altro da offrire).

Minecraft Story Mode Screen1
OuO what’s this? Un protagonista troppo perfetto e overpowered senza un motivo.

Benché ritenga che una storia con contraddizioni di questo genere sia di qualità bassa a prescindere, questo potrebbe essere quanto meno tamponato da una trama interessante, specialmente all’interno del contesto del gioco originario. Minecraft: Story Mode è chiaramente un prodotto destinato ai fan di esso, curiosi di vivere una vera avventura legata alle regole e al mondo in cui hanno presumibilmente speso ore e ore del loro tempo. Il fattore fanservice dovrebbe essere davvero centrale e preponderante.
Purtroppo, nemmeno in questo si può dire che Telltale abbia avuto pienamente successo.
Se escludiamo lo stile grafico e le animazioni, infatti, un po’ troppo spesso ci si rende conto che la storia avrebbe potuto benissimo funzionare anche traslata al di fuori dall’universo in cui si svolgono i fatti. Il crafting e le meccaniche originarie sono quasi sempre inserite letteralmente per ricordarti che sei in Minecraft, ma non sono quelle che determinano la trama, soprattutto nel primo arco narrativo. Il secondo, fortunatamente, migliora sotto questo punto di vista e utilizza in maniera meno secondaria e forzata questi elementi, riprendendo quasi sempre qualcosa del gioco originale e creandoci la storia intorno, non aggiungendoli a posteriori.
Resta comunque piuttosto spiacevole notare come Telltale non abbia cercato quasi per niente di recuperare, almeno un po’, il mondo che si era creato nel corso degli anni nell’immaginario collettivo di cui si parlava prima. Dato che il risultato finale non riesce chiaramente ad imporsi né come una storia matura né destinata ad un pubblico giovane, né seria né full meme, paradossalmente tirar fuori grandi nomi del calibro di Herobrine avrebbe forse dato maggiore identità ad un titolo facilmente dimenticabile se non al massimo dai fan più accaniti.

I combattimenti sono molto realistici: non ci vuole nulla a morire… di frustrazione.

Vorrei passare ora ai lati positivi di Minecraft: Story Mode, davvero, ma non posso tralasciare di far presente forse ciò che più gravemente ha danneggiato la mia esperienza di gioco, donandomi frustrazione e fastidio e portandomi veramente al limite della sopportazione in più occasioni.
Come già detto in precedenza, saranno spesso presenti nel gioco delle sezioni dotate di Quick Time Event (QTE), i quali consistono principalmente nel premere un tasto ripetutamente o al momento giusto, a volte dovendo prima mirare usando lo stick del Joy-Con destro. Il problema sta proprio nelle fasi di mira, davvero difficile da effettuare con precisione, cosa che può risultare frustrante quando hai poco tempo per eseguire l’azione… soprattutto quando numerosissimi dei suddetti QTE possono causare game over istantaneo, con un singolo semplice errore. C’è anche una pesante aggravante, però: benché il gioco preveda salvataggi automatici piuttosto frequenti, nel caso di game-over, così come di spegnimento della console o chiusura del software, ripartiremo da check-point che non corrispondono necessariamente al salvataggio e che non abbiamo modo di conoscere con certezza. Sarà dunque possibile trovarsi nella condizione di dover rifare anche 10 minuti di gioco, se non di più, per aver mancato di un millimetro l’interruttore che dovevamo premere per non morire. Ovviamente, i filmati e le scelte non possono essere saltati, quindi non c’è modo di accelerare il tutto.

Ritengo inaccettabile che nel 2017 ci sia ancora così poca cura di aspetti di pura quality of life come questo, che vanno a inficiare pesantemente sulla possibilità di gradimento di un titolo, a prescindere dalla sua qualità, in questo caso già non particolarmente eccelsa. Fortunatamente, con un po’ di attenzione e pazienza (e un buon uso della sleep mode) sarà possibile aggirare abbastanza spesso questa spiacevole situazione, ma in generale non dovrebbe succedere, specie quando abbiamo a che fare con un porting di un gioco di due anni fa e che dovrebbe dunque essere levigato almeno sotto questi aspetti più tecnici.

Nonostante questo, non posso negare di essermi nel complesso divertito nel giocare a MCSM. Una volta che ci si rassegna ad un prodotto con tutti i problemi che ho citato, la storia in sé non è poi così male, specie se affrontata a cervello spento e senza porsi troppe domande. Tuttavia, non riesco a pensare che un gioco con due anni sulle spalle e con numerosi difetti possa valere il prezzo pieno, probabilmente nemmeno per un fan di Minecraft. Ci sono tante storie ben più carine là fuori, a molto meno.

 

NOT EVEN MEME/10

  • Trama accettabile.
  • Colonna sonora poco invasiva e buon doppiaggio inglese.
  • Migliora nella seconda metà.
  • Personaggi senza sviluppo e spesso incoerenti, difficile affezionarcisi.
  • La storia sembra essere stata scritta a parte e poi applicata a Minecraft.
  • QTE calibrati male, checkpoint anche peggio. Molto frustrante.
  • Decisamente troppo costoso, specie essendo un porting.
Ci sono storie migliori per lo stesso prezzo, ci sono storie più economiche di pari qualità. Ci sono anche storie migliori a prezzo inferiore. E non è nemmeno meme material.

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Autore: Luca "Lucas" Oberti

Aspirante traduttore, eterno indeciso, piccione mancato. Scrive da anni di Fire Emblem, ma Heroes non vuole ricompensarlo. Potrebbe parlare per ore di trame videoludiche.