7 aprile 2017 • Recensione

RECENSIONE – I am Setsuna (Nintendo Switch)

I am Setsuna è di fatto il primo Gioco di Ruolo di stampo giapponese ad essere disponibile sulla neonata console ibrida di casa Nintendo, oltre che essere uno dei titoli presenti nella line up iniziale della console, seppur nel solo formato digitale. Essendo un amante sfegatato del genere e non avendo avuto l’occasione di giocare il titolo sulle piattaforme per il quale era precedentemente disponibile, interessato dalla volontà degli sviluppatori di rifarsi agli RPG del passato, ho afferrato al lancio la possibilità di poterlo giocare su Nintendo Switch.

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Il gioco creato da Tokyo RPG Factory, ci racconta le avventure di Endir, un giovane mercenario a cui viene affidata la terribile missione di assassinare una ragazza di nome Setsuna. Nelle battute iniziali del gioco scopriremo come la fanciulla, oltre a essere totalmente innocua e di buon cuore, è la figura chiave di un antico rituale che prevede un lungo pellegrinaggio al termine del quale la ragazza dovrà sacrificarsi per tenere a bada, per un periodo limitato di tempo, i mostri che infestano il mondo di gioco. Endir, dunque si unisce come guardia del corpo al gruppo della ragazza per assicurarsi che raggiunga sana e salva la sua destinazione. Quello del sacrificio di Setsuna sarà un tema che ricorre parecchio all’interno della storia, e non ho potuto purtroppo fare a meno di associare questa esperienza ad un paio di titoli del passato che avevano le stesse tematiche. Pur essendo fin dall’inizio ben chiari quali siano gli scopi del nostro viaggio, alcuni misteri che circondano questo rituale inizieranno a rivelarsi man mano che proseguiremo nel nostro cammino e avremo a che fare con svariati personaggi che si rifanno ai più classici canovacci del genere. Io personalmente ho apprezzato gli eventi narrati in questo gioco seppur ben lontana da poter essere definita una storia di un notevole spessore.

Una cosa che mi aveva colpito fin da subito di questo gioco è il suo sistema di combattimento. Il gioco si rivela da subito essere un gioco di ruolo a turni che fa uso della da me tanto apprezzata barra ATB per decidere in che ordine potremo o meno sferrare i nostri attacchi. Non a caso ho deciso di usare questa espressione, il gioco infatti dà valore strategico anche alla possibilità di astenersi dall’eseguire azioni contro i nostri nemici, continuando ad aspettare anche dopo il riempimento della barra ATB, vedremo che un’icona circolare che affianca gli HP e gli MP dei vari personaggi da noi controllati, inizia gradualmente a riempirsi portando all’attonimento di un punto Special Point, che potremo accumulare fino ad un massimo di tre, che possono essere utilizzati per attivare il Momentum Mode. Previa pressione del tasto Y in seguito ad un segnale che apparirà sullo schermo dopo aver selezionato il nostro attacco, sarà infatti possibile aggiungere al costo di un SP, effetti secondari ai nostri colpi che possono consentirci di avere la meglio. Bisogna tener conto però che aumentare questi punti non attaccando i nostri nemici ci lascia di fatto scoperti alle mosse dei nostri avversari, costringendo dunque il giocatore a scegliere accuratamente le proprie mosse. Alcune battaglie contro i boss inoltre fanno un uso abbastanza intelligente della barra ATB, un po’ come il Mist Dragon di Final Fantasy IV per chi se lo ricordasse, aggiungendo un ulteriore livello di strategia ai combattimenti. La parte esplorativa del gioco invece sfrutta una visuale dall’alto e non ci sono molti elementi interattivi all’interno dei dungeon, ad eccezione di alcuni scrigni e dei punti salvataggio. Nel corso della mia avventura ho potuto notare come in realtà tantissimi dei bauli in cui mi sono imbattuto fossero chiusi, cosa che costringe il giocatore a fare ritorno in luoghi visitati anche verso l’inizio del gioco per poter scoprire cosa contengono, consentendo secondo me di allungare leggermente l’esperienza di gioco con questo titolo.

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Come in tutti i giochi di ruolo, agli attacchi normali saranno affiancate delle tecniche speciali chiamate Tech. Per poter usufruire del loro potere in battaglia, dovremo equipaggiare i nostri personaggi con delle pietre magiche chiamate Spritnite. Esistono ben due diverse categorie di pietre, le Command Spritnite, che ci consentono di usare gli attacchi speciali in battaglia e le Support Spritnite, che invece ci consentiranno di usufruire di quelle che vengono più comunemente chiamate abilità passive. Queste pietre vengono incastonate all’interno di speciali talismani che contengono al loro interno degli slot in cui possono essere inserite. All’inizio ogni personaggio avrà a propria disposizione un solo slot vuoto, ma potremo aumentarli incrementando il loro livello o equipaggiando talismani migliori. In poche parole, usando queste pietre possiamo personalizzare il set di mosse dei nostri personaggi, una cosa che io apprezzo particolarmente. Per ottenere Spritnite nuove dovremo scambiare materiali con degli appositi mercanti appartenenti ad una specie di setta di maghi.

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Lo stile grafico del gioco mi ha colpito piacevolmente, ricordandomi oltre agli RPG vecchia scuola a cui questo gioco si ispira i più recenti titoli della serie Bravely per Nintendo 3DS, con personaggi in uno stile deformed. Una piccola nota di disappunto l’ho trovata nell’onnipresenza della neve, cosa che pur avendo una sua coerenza narrativa alla lunga inizia a stancare. Nulla da ridire invece per la colonna sonora che è molto orecchiabile. Il gioco presenta anche un doppiaggio in lingua giapponese, che avremo modo di sentire praticamente solo all’interno dei combattimenti.La versione per Nintendo Switch del gioco, a differenza delle versioni disponibili per le altre console, gira a 30fps, ma dopo aver potuto giocare a lungo, sopratutto nella modalità portatile, posso assicurarvi che questo non crea alcun cambiamento all’interno del gioco, in quanto il tutto continua a risultare molto fluido e senza rallentamenti di alcun tipo. Avrei voluto parlarvi anche dell’annunciato DLC esclusivo per questa versione, la Temporary Battle Arena, ma purtroppo al momento in cui scrivo questa recensione non è ancora disponibile per poter essere scaricato.

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In conclusione

I am Setsuna è tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un classico gioco di ruolo a turni basato sul modello dei giochi del passato. Pur non essendo un gioco dalla trama troppo complessa, riesce a riservare comunque qualche sorpresa. La difficoltà del gioco inoltre non è molto elevata, consentendo di finire il gioco senza sottoporsi a estenuanti sessioni di grinding. Ci troviamo dunque di fronte a un buon titolo di questo genere e sicuramente un ottimo gioco con cui iniziare a testare il terreno su Nintendo Switch.

RPG/10!?!

  • Un gameplay semplice ed intrigante che si rifà ai capostipiti del genere
  • Grafica semplice e ispirata.
  • Possibilità di personalizzare il moveset dei personaggi.
  • Gli scenari con la neve possono risultare alla lunga ripetitivi.
I Am Setsuna è un buon RPG di stampo giapponese, che farà decisamente felici i fan di vecchia data di questo genere, che si sentiranno immediatamente a loro agio con questo gioco.

Autore: Gabriele "Falchion" Di Giulio

Allenatore di Pokémon fin dalla più tenera età ha nel tempo sviluppato una dipendenza per i giochi di ruolo e gli strategici, in particolare per la serie Fire Emblem che rigioca continuamente.

  • Bella review, però non c’è bisogno di scrivere “gioco” due volte per periodo nella conclusione. Lo so, è una notizia sconvolgente.