11 febbraio 2016 • Recensione

Final Fantasy Explorers (Nintendo 3DS)

Negli ultimi anni sono state state molte le serie che hanno provato ad avvicinarsi a quel successo, quasi paragonabile ad un fenomeno di costume, che porta il nome di Monster Hunter, una serie che ancora oggi, con i suoi capitoli più recenti,  riesce a monopolizzare l’attenzione dei giocatori giapponesi. Non sono mancate risposte da parte di altre software house, come la serie God Eater di Bandai Namco, ad esempio. Non è insomma un segreto che anche Square Enix abbia voluto proporre qualcosa di simile con Final Fantasy Explorers, uno spin-off a tratti abbastanza semplice ma in grado di dare il meglio di sé giocando insieme con i propri amici.

La dura vita di un’esploratore

Final Fantasy Explorers si svolge nell’isola di Amostra, governata dalla lega degli esploratori, intenta a recuperare i potenti cristalli magici, ricchissime fonti di energia. Caso vuole però che molte delle zone circostanti non siano state ancora esplorate a causa dei mostri che ci vivono. Il pretesto dietro questa semplice trama è presto detto: toccherà a noi, in quanto esploratori provetti, avventurarci in queste lande sconosciute. Il nostro punto di partenza sarà il piccolo avamposto chiamato Libertas, luogo di ritrovo per tutti gli avventurieri e i mercanti, e da cui potremo intraprendere tutte le missioni che ci verranno proposte.

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Libertas sarà il nostro hub principale da cui potremo intraprendere le missioni.

Inizialmente il nostro avatar, creato tramite un semplice e alquanto limitato editor, sarà in grado di fare ben poco, dato che potrà solo attaccare con la pressione di un tasto, che se ripetuta più volte ci permetterà di concatenare gli attacchi in una combo. Completando tutte le missioni che ci verranno assegnate verremo ricompensati in denaro e in Crystal Points (Punti Cristallo), quest’ultimi da spendere nel grande cristallo presente a Libertas, per imparare nuove abilità da assegnare ai tasti dorsali del Nintendo 3DS in tandem ai quattro tasti d’azione. Utilizzando queste abilità in battaglia andremo a caricare una barra chiamata Resonance (Risonanza) che permetterà di attivare delle abilità extra chiamate Crystal Surge premendo contemporaneamente i tasti dorsali L e R. In base al tipo di terreno in cui ci troveremo (prateria, vulcano, spiaggia, ecc) saremo in grado di sfruttarle per un breve lasso di tempo a nostro vantaggio, aumentando la nostra resistenza, diventando invisibili ai nemici o potenziando l’efficacia delle nostre abilità, giusto per farvi degli esempi.
Le missioni inizialmente proposte sono volutamente semplici, permettendo uno sviluppo graduale in grado di abituare i giocatori ai controlli e alle meccaniche del gioco. Le ambientazioni non sono da meno, fin troppo semplici e scarne, con nemici che sono tutto tranne una minaccia.. Piuttosto, è evidente come il fulcro stesso del gioco siano i combattimenti contro gli Eidolon, bestie mitologiche provenienti dai precedenti capitoli della saga, qui riviste sottoforma di boss da sconfiggere. Si tratta indubbiamente dei nemici più forti all’interno del gioco, in grado di mettere a dura prova i giocatori.

L’unione fa la forza

Personalmente, non mi sentirei di consigliare il gioco a chi è in cerca di un’alternativa alla serie prodotta da Capcom, in quanto si tratta di due giochi che condividono fin troppo poco e con una filosofia alla base diversa. Se Monster Hunter presenta un gameplay molto più ricco e complesso, qui il sistema di gioco è fin troppo semplificato, relegando il tutto sulle abilità e sul sistema di Job (classi). Quest’ultime andranno mano a mano sbloccate superando gli esami che ci verranno richiesti o superando alcune condizioni particolari. La prima classe che ci sarà fin da subito disponibile è quella del Freelancer (Tuttofare), in grado di destreggiarsi su più fronti. Potremo però cambiare in qualsiasi momento la classe del nostro personaggio, rendendolo ad esempio un cavaliere, un mago, un monaco e così via. Ogni classe può vantare diverse peculiarità, sia nelle statistiche che nell’equipaggiamento che potremo usare. Inoltre, per rendere ancora più coerente il nostro personaggio con il nostro Job potremo scegliere tra una varietà di ben 12 armi e diverse armature (alcune di queste inoltre ricalcano il design di moltissimi eroi e antagonisti della serie, spin-off compresi!)
Durante le nostre scorribande potremo venire accompagnati da altri tre avventurieri, che essi siano amici o persone incontrate casualmente online. In alternativa, saremo in grado di creare, fondere tra loro e allenare dei mostri, similmente a quanto visto nella serie Persona, per intenderci.

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Ifrit, uno dei primi Eidolon in cui ci imbatteremo nel gioco.

Bisogna essere onesti però: è difficile riuscire ad apprezzare questo gioco in solitaria. Se c’è una cosa in cui Final Fantasy Explorers eccelle è la componente multigiocatore. Possiamo intraprendere qualsiasi missione con i nostri amici, battaglie con gli Eidolon incluse, approfittando anche del fattore rigiocabilità conferitoci dalle sottomissioni e dalle tantissime abilità a nostra disposizione. Tutto ciò non sarebbe facilmente replicabile con il solo accompagnamento dei mostri, che risultano in netto svantaggio rispetto le potenzialità offerte da altri esploratori. Fidatevi, se siete interessati a recuperare questo gioco prendete in seria considerazione questa cosa.

Un cristallo non del tutto splendente

L’offerta proposta da Final Fantasy Explorers è decisamente ghiotta, con la presenza di oltre 200 missioni a cui fare affidamento in grado di aumentare la longevità di molto (soprattutto in cooperativa). La giocabilità viene però in parte rovinata dai controlli proposti dalla console. Avendo giocato su un normale Nintendo 3DS XL ho trovato fin troppo scomodo spostare la telecamera usando il dpad della console oppure comunicare con altri giocatori utilizzando le frasi pre-impostate sullo schermo inferiore. Davvero, non è facile affrontare un Eidolon e cercare allo stesso tempo di comunicare con un vostro amico. Se disponete invece di un Circle Pad Pro o di un New Nintendo 3DS la situazione migliora, grazie alla presenza del c-stick e dei doppi tasti dorsali.
Buono invece l’accompagnamento sonoro del gioco, il quale si rifa principalmente ai vecchi capitoli della serie.
Sorprende, anche se negativamente, la qualità tecnica del gioco, non essendo in grado di rendere giustizia all’hardware della portatile stereostopica Nintendo. La qualità dell’immagine non è il massimo, complici anche paesaggi e ambientazioni fin troppo scarne e semplici con texture in qualità fin troppo basse. Anche la fluidità non è delle migliori, causando dei leggerissimi cali di framerate nelle fasi più intense del gioco, ma nulla di insopportabile, intendiamoci. Incredibile assente ingiustificato è invece il 3D della console, si sarebbe potuto forse fare di meglio, ma pazienza.

ffe2Final Fantasy Explorers non è un gioco perfetto, le missioni tendono spesso a ripetersi e i controlli non sono del tutto ottimali. Precisiamolo: se cercate in questo gioco trama e un gameplay ricco e profondo in cui spendere più di una ventina di ore in solitaria lasciate perdere. Ma se c’è una cosa che riesce a fare, più che bene aggiungerei, è il multiplayer. Organizzatevi con i vostri amici e avventuratevi nelle terre di Amostra, di certo non ve ne pentirete.

CHOCOBO/10

Un ottimo esponente del genere “hunting game”, consigliatissimo se giocato con i propri amici.

PRO

CONTRO

Implementazione molto interessante delle abilità e del Crystal Surge.

Tantissime missioni e Eidolon da affrontare.

I vari Job permettono di aumentare di molto il fattore rigiocabilità.

Controlli non sempre perfetti.

L’IA dei mostri alleati non è sempre il massimo.

Non adatto ai lupi solitari.

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore di lunga data, capo di Nintendoomed nonché addetto alle pubbliche relazioni. Quando non ha nulla da fare si occupa anche di gestire una web radio su Spreaker. Una volta ha anche trollato l’Internet. Insomma, una leggenda.