11 febbraio 2016 • Recensione

Etrian Mystery Dungeon (Nintendo 3DS)

Prendete un gioco che funziona, Etrian Odyssey. Prendete un altro gioco che funziona altrettanto bene, Mystery Dungeon. Mescolate i due ingredienti e lasciateli indorare in forno: quello che vi troverete tra le mani sarà così appetitoso che lo divorerete a porzioni di ore e ore di gioco. Sto parlando di Etrian Mystery Dungeon, lo splendido crossover disponibile su Nintendo 3DS dallo scorso settembre. Ecco cosa ne pensiamo.

La saga di Etrian Odyssey, di cui vi avevamo già parlato nella recensione del secondo Untold, nasce nel 2007 su Nintendo DS dalle mani sapienti di Atlus, capace di costruire col tempo una florida saga. Offrendo quattro capitoli principali tra DS e 3DS, un quinto in arrivo, due remake e questo spin off uscito in Giappone l’anno scorso. Siamo quindi di fronte a numeri sostanziosi, soprattutto per una software house come la succitata Atlus che non ha (ancora) i mezzi per competere con giganti come Game Freak. Perché è proprio Pokémon una saga a cui pensiamo  guardando la struttura di quella di Etrian Odyssey, con i suoi remake e spin off, ed è proprio Pokémon a cui dobbiamo guardare per capire al volo questo crossover.

Mysery Dungeon è infatti un’altra serie ricchissima di titoli, ormai antica con la sua nascita nel 1993, ma incapace di crearsi al di fuori del Giappone un seguito corposo. C’è riuscita per davvero in una sola occasione, attraverso il crossover con Pokémon: chiunque abbia giocato un episodio della saga di Pokémon Mystery Dungeon (qui la nostra recensione dell’ultimo capitolo) sarà già famigliare con questo nuovo episodio in salsa Etrian.

La struttura del gioco è infatti sostanzialmente invariata, con dei labirinti da esplorare in visuale a volo d’uccello e uno spirito rougelike innegabile: avremo mappe generate casualmente, mostri da massacrare per ottenere esperienza e oggetti, combattimenti a turni, un party da organizzare con estrema attenzione. E qui abbiamo praticamente descritto un qualsiasi Etrian Odyssey, eccetto la visuale. Ed è proprio questo che ci fa dire che la combinazione tra le due saghe è a dir poco azzeccata, proprio per la profonda affinità tra le due.

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Il party sarà formato, come sempre, da quattro elementi, che seguiranno a ruota i movimenti del capo (manco a dirlo, voi). Questi movimenti fanno corrispondere ciascun passo a un turno, come abitudine di entrambe le serie, e come da tradizione di Mystery Dungeon avrete una barra della fame da tenere d’occhio: se avrete la pancia vuota smetterete di recuperare punti salute a ogni passo e inzierete addirittura a perderli. E questa cosa della pancia piena è fondamentale, stateci sempre attenti.

I vari personaggi hanno comunque una certa autonomia di movimento, soprattutto in combattimento: se c’è da pestare, pesteranno per conto loro. Ma se c’è da proteggere un membro ferito o debole, potranno fare anche quello se lo stabilirete. E qui Mystery Dungeon conferma la sua vocazione ad essere il perfetto compagno di merende di qualsiasi saga, perché avrete nemici, armi e classi tipici di ogni Etrian Odyssey: nei fatti sarete di fronte al classico “fresh take” su un gameplay che potrebbe aver stancato i più veterani.

Le classi sono, si diceva, le solite: difensore, guerriero, clerico, ninja, samurai e via discorrendo, con qualche ibrido interessante. Non mancherà l’albero delle abilità, da arricchire con punti guadagnati in battaglia capaci di aprire un ventaglio di tattiche molto interessante. Nel complesso sarà più importante che mai avere un team ben pensato ed equilibrato, perché quello che avete di fronte è un gioco tosto: se siete abituati a una delle due saghe, vi sentirete a casa. Ma se non lo siete, preparatevi a momenti di pura frustrazione. Vi ricordate le stanze piene di Pokémon? Perfetto. Io nel terzo dungeon mi sono ritrovato in una di queste con sei mostri, capaci di farmi secco in due colpi il team. In due colpi. Ma, per quanto mi riguarda, è stato entusiasmante: una sfida vera era davanti a me, impigrito da tanti gdr fin troppo accomodanti.

A confermare la difficoltà, o se vogliamo essere più onesti l’impegno che dovrete metterci, non mancheranno le missioni secondarie in cui solo uno di voi potrà andare nel dungeon: se siete un samurai dovrete farvi una dozzina di piani per dimostrare il vostro valore, e se all’undicesimo venite atterrati… dovrete rifare tutto da capo. I mostri inoltre saranno sempre visibili nella mappa, e potranno far danni se non li fermate in tempo, come vedremo più avanti.

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Uno dei tanti pregi di Etrian Mystery Dungeon è che più lo giocate, più vi si aprono possibilità. Ma possibilità imprevedibili: ad esempio potrete costruire dei fortini, e questa ve la devo spiegare bene. Come vi dicevo i livelli sono generati in maniera quasi del tutto casuale, ma c’è un modo per stabilizzare un piano, ed è attraverso la costruzione di questi fortini. Vi basterà pagare e quello specifico livello del dungeon non muterà più, permettendovi di intascare bonus e di mandare in allenamento fino a quattro membri del vostro clan. Qualcosa che rende il gioco ancora più vivo e realistico, uno stacco netto sia da Etrian Odyssey sia dai Mystery Dungeon che conosciamo bene in Occidente. Ma fate attenzione: i mostri potranno ditruggere o danneggiare la costruzione, e spetterà a voi ripararla con altro denaro.

Non solo labirinto: avrete una città a cui fare riferimento, Aslarga, su cui potrete mettere mano per espanderla e arricchirla. Vi muoverete tra menu, ma è tutto quello che vi serve: armi, cibo, punto di salvataggio, organizzazione del party. Ma la città potrà essere distrutta dai mostri, se non li fermate in tempo all’interno del dungeon e raggiungono le scale: vi ritroverete così con la taverna distrutta, e solo il vostro oro potrà ricostruirla.

La storia non è particolarmente approfondita, ma basta e avanza per farvi capire cosa sta succedendo, oltre che a farvi affezionare a qualche personaggio. Il cuore del gioco è l’esplorazione, e ne avrete in abbondanza.

La colonna sonora si conferma impeccabile, come ci avevano abitati entrambe le serie. Il comparto grafico non è altrettanto sgargiante come negli altri Etrian, ma ogni personaggio ha un suo artwork in stile anime la cui qualità mi è sembrata pure superiore a quelli della serie principale.

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In conclusione, Etrian Mystery Dungeon è un gioco tattico. Dovrete pensare, dovrete studiare la mappa e i personaggi, dovrete calcolare: se siete tipi d’azione, lasciate perdere. Ma se quello che volete è una ricompensa bramata a lungo, la soddisfazione di essere arrivati dove siete arrivati grazie al vostro ingegno e alla vostra maestria, questo è il titolo perfetto per voi. Un osso duro da masticare ma dal sapore delizioso, capace di incantarvi coi suoi personaggi e le sue musiche. Attualmente il titolo migliore nella sua categoria su 3DS, e tra i migliori se dormire la notte è per voi superfluo.

PANCIA PIENA/10

Un ennesimo valido dungeon crawler appartenente al filone di crossover della serie Mystery Dungeon.

PRO

CONTRO

Gameplay che sviluppa dipendenza.

Meccaniche profonde e ben elaborate.

Musica e grafica eccellenti.

Relativamente difficile, soprattutto per i neofiti.

La storia è appena accennata.

 

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.