4 giugno 2015 • Recensione

Recensione – Donkey Kong 64, il peggior gioco della Rare di un tempo

Questo maledetto jingle può descrivere in pochissimi secondi cos’è Donkey Kong 64. Esso, infatti, ha la capacità di ficcarsi in testa, annidandosi nella parte più profonda del cervello, andando così costantemente a ricordare  quale patto demoniaco s’è compiuto con l’acquisto di questo gioco.

Potrei già  finire la recensione così, seriamente, sentitevi quel suono per 24 ore di fila finché le vostre orecchie non secerneranno succo di banana ed avrete avuto un’esperienza pari ad una sessione completa di DK64. Provare per credere.
Purtroppo per voi, però, devo farla pagare in qualche modo a quel maledetto che aveva ideato le miriadi di collezionabili pensando fossero qualcosa di divertente.

Per ora resettiamoci e cominciamo da capo.
Era appena finito l’ultimo Nintendo Direct, quello del 2 Aprile. Finalmente quei geni di Nintendo vignettaDKsi erano accorti che era ora per la Virtual Console del Nintendo 64.
Come titoli di lancio troviamo “Super Overrated 64” e, a sorpresa di tutti, Donkey Kong 64, titolo della oramai morta Rare.

Ora, Donkey Kong 64 generalmente lo conosciamo tutti per due motivi: il DK Rap e quella disgrazia che è il “M-HE-HE-HE-HE-HE-HE-HE-HE-HE”.
Non ho mai sentito pareri veri e propri sul gioco in questione, ma mi resi conto di una cosa: DK64 è un  platform. Un platform 3D. Un platform 3D di Rare. Un platform 3D di Rare, la gente dietro  Banjo-Kazooie e Conker, praticamente una grandissima premessa che poteva nascondere solo una piccola perla dimenticata.

Così qualche giorno dopo acquistai DK64 per 10€, iniziando la mia avventura scimmiesca tra liane, alberi e nemici, fino a rendermi conto di una cosa…

QUESTO GIOCO FA SCHIFO

Allora, so che voi Nintendini sarete sbalorditi dalla grande svolta che sta prendendo la recensione, ma sì, DK64 fa abbastanza cagare e credo sia meglio per voi che spieghi passo passo perché siete nel torto più totale.

Partiamo canzonando l’incapacità di Nintendo di programmare emulatori decenti: seppur il gioco dia la possibilità di adattare l’immagine al widescreen, infatti, l’emulazione VC forza l’aspect Ratio a 4:3, quindi sono costretto a vedermi 2 bande nere ai lati della TV.

DK64_WideScreen

Avviata una nuova partita, il gioco mostra la sua prima cutscene (non skippabile mannaggia a loro) la quale ci spiega le premesse narrative: King K. Rool è tornato con una isola tutta sua provvista di un arma in grado di distruggere l’abitazione dei Kong, il “Blast-O-Matic”. Sfortuna vuole, però, che a causa dell’incapacità dei suoi sgherri sopraggiunga un malfunzionamento che impedirà al Re di avere la sua vendetta. Il rettile, allora, per guadagnare tempo decide di imprigionare Diddy ed i nuovi totally original character Lanky Kong, Tiny Kong (Dixie aveva chiesto un aumento) e Chunky Kong.
Ah, poi ruba le banane dorate di Donkey Kong perché boh.

Nella prima scena salta subito all’orecchio un particolare sconcertante, ovvero i personaggi che parlano con una voce vera e propria! È piuttosto impressionante per un gioco per Nintendo 64, ma la fregatura non manca, dato che quella è in assoluto l’unica parte del gioco ad essere doppiata, per tutto il resto del gioco i personaggi non fanno altro che comunicare tramite box di testo in cutscene dalle animazioni inestenti e prive di effetti sonori, lasciando il giocatore a disagio persino nelle scenette che dovrebbe risultare divertenti da guardare.

DK64#BoxdiTesto
Comunque bel piazzamento di nuvoletta.

Basta parlare di quisquillie, però, passiamo al succo del prodotto, il gameplay.
Per descrivere quello di Donkey Kong 64 si può utilizzare una semplice parola, chiara e coincisa: PESANTE.

Chiunque ci abbia appena giocato (o anche solo visto semplicemente uno screen) dirà “non sapevo che per DK64 si intendeva Banjo-Kazooie”.

Già, DK64 chiaramente “scimmiotta” (ZING!), se non proprio copia, le meccaniche e le basi di gameplay dell’altro ben più celebre titolo Rare, ma le meccaniche da collect-a-thon sono sfruttate solo per poter cucinare un un brodo assai allungato.

Allora,  per spiegare a voi plebaglia il problema di cui sto parlando basta fare un veloce calcolo: abbiamo 5 personaggi giocabili, ogni personaggio a livello ha 10 banane dorate da raccogliere + 100 banane normali (o 80 a seconda dei casi) che servono ad ottenere le Banana Medals. A queste si aggiungono  un numero a caso di Banana Coins necessarie per acquistare  le proprie abilità (e quindi praticamente indispensabili per proseguire). E poi la propria arma ed il proprio strumento musicale.
Aggiugiamoci poi i vari collezionabili secondari necessari per  le missioni come le Crystal Coconuts per effettuare le mosse speciali, le Munizioni per le armi, gli Headphones per ricaricare il proprio  strumento musicale ed ecco a voi come si struttura un livello di DK64.
Siete Gia’ Stanchi? Fighette, non abbiamo ancora finito: avendo otto stage nel gioco + l’hub world principale possiamo dire che i gli oggetti in totale necessari per il completamento del gioco sono…

Web

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Ed è proprio da questo che scaturisce il grosso problema di Donkey Kong 64: il gioco è strapieno di collezionabili buttati nel minestrone non per una ragione specifica, bensì solo per poter rendere l’avventura inutilmente più lunga, rendendo l’esperienza pesante, ripetitiva e noiosa.

L’unico modo per rendere godibile un titolo che offre tutto questo quantitavo di cose da fare è proponendo una certa varietà costante lungo il susseguirsi delle missioni.
Secondo voi ci sono riusciti? Ehh…

Partiamo dalla struttura dei livelli. Questi luoghi sono contaminati da pulsanti che a seconda di quale icona riportano su di essi, possono essere premuti solo da uno specifico personaggio per sbloccare aree o effettuare una missione.
Succederà spesso che per compiere alcune missioni ci si troverà davanti la strada sbarrata da un pulsante sbloccabile solo da un altro Kong, quindi dovete tornare indietro a prendere il personaggio che vi serve, sbloccare il dannatissimo pulsante con quest’ultimo e ritornare al Barile di Scegli PG per riprendere il Kong originale e poi CONTINUARE L’AVVENTURA
.

C’è poi da far notare quanto le armi siano non solo scomode da usare (sono imprecise ed è richiesto di passare ad una visuale in prima persona per poter mirare decentemente), ma anche superflue, dato che serviranno solo occasionalmente, rivelandosi un gimmick inutile.

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CHI CAVOLO HA PENSATO CHE QUESTA FOSSE UNA BUONA IDEA?

Le missioni si dividono in due tipi, le esplorative che ci chiederanno di risolvere un puzzle, oppure di aiutare un NPC, e i Bonus Barrel, una patetica scusa per proporre in continuazione al giocatore una manciata di minigiochi rotti e poco vari.

Il tutto condito da una telecamera che farà di tutto per farvi uscire dai gangheri.

Alla fine  è tempo della nostra epica boss battle e per arrivarci dobbiamo andare in uno dei portali di Troff ‘n’ Scoff sparpagliati per il mondo. Qui troveremo due omonimi compagni, un maiale ed un ippopotamo che ci daranno un pretesto per prolungare la rottura di scatole: dovremo andare a cercare banane per loro in modo tale che ci possano portare nelle arene dei boss.
Perchè non mi ero assolutamente stancato dei collezionabili, no.

I boss utilizzano tutti un pattern molto simile: dovrete solo evitare i loro attacchi finché non si fermeranno e arrivato quel momento non dovrete fare altro che attaccarli. Banale.
E in certi casi i designer si sono limitati a riproporre le meccaniche di nemici incontrati mondi e mondi prima.

Madjack
Lui però è figo, parecchio.

E questo è il gameplay di DK64. Ogni volta bisognerà ripetere da capo tutto quello che ho scritto qui sopra e non saranno certo rare (ZING!) le volte in cui arriverete ad annoiarvi a tal punto da essere spinti a spegnere la console.

Che poi, tutto questo bordello di cose da fare, ok, ma ci darà un effettivo premio per il tanto agognato 101%? Beh, posso dire che di esserci qualcosa c’è, ma di sicuro non ha meritato le mie 50 ORE DI GIOCO impegnate a cercare banane su banane di banane.

Voglio concludere parlando di qualcosa di semi-buono, ovvero la colonna sonora, composta da OST del grandissimo Grant Kirkhope.
Le musiche sono di qualità straordinaria, ma il loro stile Banjoso non è azzeccatissimo ai toni di un gioco di Donkey Kong.


Non consigliato.FIGURINE PANINI/10

Un mediocre platform che punta solo sulla longevità, trascurando tutto il resto.


Autore: Salvatore "Sal" Salerno

Un giocatore pigro fissato con i platform e gli arcade. Ha la disgrazia di pensare che Sonic sia un personaggio decente.