20 agosto 2016 • Recensione RECENSIONE – 3Souls – Episode 1: Nelsea (Wii U eShop)

3Souls – Episode 1: Nelsea è un gioco innovativo. Non tanto per il suo genere, un classico platform ad enigmi, quanto per la voglia di sfruttare una periferica piena di risorse come il Wii U GamePad, che sarà fondamentale per superare i livelli.
Uscito il 28 luglio, è il primo di tre episodi, ognuno dei quali tratterà la vicenda di un protagonista diverso. Questi saranno acquistabili separatamente, anche se non abbiamo informazioni su una data d’uscita.

La storia si concentra sull’avventura di Nelsea, un’Ànima (questo è il nome della sua specie) che vive nel mondo di Mustland, una realtà parallela alla nostra. Durante l’introduzione ci verrà spiegato come le nostre due dimensioni siano collegate attraverso dei portali sparsi per i livelli, in presenza dei quali potremo interagire con il mondo di gioco per aiutare Nelsea a superare degli ostacoli.

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Qui ad esempio, sarà necessario soffiare per far balzare il personaggio!

La peculiarità degli Ànima è quella di avere la propria anima visibile: questa fluttuerà attorno al nostro personaggio e cambierà il suo colore a seconda delle sue emozioni. Se ci troveremo vicino ad un nemico, lei inizierà a tremare spaventata, se invece saremo di fronte ad un punto d’interesse, ci farà notare come potremmo sfruttarlo a nostro vantaggio. Sarà addirittura possibile interagire con “lei”, parlandole ed accettando consigli su come proseguire nei livelli.

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La nostra anima potrà arrabbiarsi e spaventarsi.

Durante questo primo episodio, la trama sarà confusa e misteriosa: le uniche informazioni che potremo ottenere saranno dalle pagine di diario che appartengono all’anima di Nelsea: queste saranno nascoste all’interno dei livelli, e ci racconteranno spezzoni del suo passato e della sua famiglia. Questo alone di mistero non fa che alimentare la nostra curiosità e la nostra voglia di proseguire per scoprire il motivo della prigionia dell’Ànima.
La protagonista sarà infatti intrappolata per una ragione ignota in una prigione posta sulla Luna e sarà costantemente sorvegliata dai fiori, diaboliche entità che, se toccate, provocheranno la morte istantanea del personaggio. Proprio come nella vita reale.
Il gameplay si focalizza sull’utilizzo del GamePad, che sarà un elemento chiave ricorrente all’interno dei livelli. Il gioco si basa quindi su un’idea di fondo interessante ma che viene rovinata dai troppi evidenti problemi tecnici che alimentano una frustrazione sempre più grande.
Come già anticipato, il gioco mescola gli elementi caratteristici dei sempreverdi platform 2D con gli intriganti enigmi di un puzzle game, introducendo diversi utilizzi originali per il Wii U GamePad. I comandi principali sono semplici: potremo solamente andare a destra, a sinistra e saltare.
Nel gioco dovremo superare le varie stanze della prigione lunare, facendoci strada saltando sulle piattaforme ed ingegnandoci per superare i vari ostacoli in cui incapperemo. Dovremo ad esempio soffiare sul controller se ci troveremo davanti ad un muro troppo alto, in modo da far balzare il nostro personaggio, oppure dovremo servirci delle telecamere di sorveglianza dell’edificio per poter vedere delle piattaforme invisibili, fino a dover inquadrare determinati colori per poter sbloccare dei cancelli che ci sbarreranno la strada. Come in un platform che si rispetti, avremo a disposizione tre vite, che perderemo in due modi: entrando in contatto con i sopracitati fiori, oppure cadendo nel baratro a seguito di un salto non molto preciso. Il nostro obiettivo finale sarà fuggire dalla prigionia facendoci largo tra le varie stanze dell’edificio.

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Nel loro silenzio, i fiori sono malvagi. Non fidatevi dei fiori.

Degna di nota è inoltre la modalità cooperativa, che permette a due giocatori nella stessa stanza di collaborare. Un utente infatti avrà il pad, mentre l’altro si occuperà del movimento del personaggio seguendo le indicazioni del primo. Una modalità che è sempre apprezzabile ma che poteva comunque offrire qualcosa di diverso da quanto visto nell’esperienza originale per un solo giocatore.
Sebbene il gioco proponga delle meccaniche fresche e interessanti, non è esente da bug e da scelte di design sbagliate che ne rovinano l’esperienza. Il problema che per primo salta all’occhio è  il framerate instabile, con costanti cali totalmente ingiustificati se teniamo conto dell’hardware su cui gira, che compromette la giocabilità costringendoci a numerosi riavvii della console. Questo problema si presenta solamente nel caso in cui il gioco sia installato in un supporto esterno (come una chiavetta USB o un hard disk). Ulteriori pecche compaiono nel momento in cui perderemo una vita. I checkpoint infatti sono pochi e disposti troppo lontani l’uno dall’altro: se moriremo alla fine di una sezione, saremo costretti a ripetere l’intera stanza, operazione può impiegare anche diversi minuti. Conseguente al nostro ultimo game over, gli enigmi precedentemente risolti dovranno essere completati di nuovo, pur non cambiando di una virgola, e saremo costretti a seguire tutti i passaggi, andando così a spezzare il ritmo di gioco ed aumentare la frustrazione.
Confidiamo tuttavia in aggiornamenti futuri per ovviare a questi problemi.
Magistrale è invece la direzione artistica. Durante la partita verremo immersi completamente nel mondo di Mustland, grazie ad una colonna sonora tetra e misteriosa ed attraverso gli scenari disegnati a mano. Questi rendono pienamente l’idea di un mondo simile ma non uguale al nostro, donando ai varii elementi una nota di familiarità e di nostalgia, nonchè di una calma spiazzante. Poetica è stata la visione dell’esterno della base lunare che, accompagnata dai toni acuti della musica, dà l’idea di un’utopia naturale.

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La visione al di fuori della base lunare è a dir poco poetica.

Grazie a questa cura negli scenari e nella musica, 3Souls è uno dei giochi che riuscirà meglio a farci immergere nella dimensione del gioco, facendoci sentire tutt’uno con Nelsea ed il mondo di Mustland.
3Souls Episode One: Nelsea è quindi un gioco che ha del potenziale, in quanto si impegna a supportare il Wii U GamePad come elemento chiave, ed è circondato da una direzione artistica impeccabile, ma che viene rovinato dai troppi problemi tecnici e dalla troppa frustrazione dovuta a delle piccolezze. Vale comunque l’acquisto, in quanto riuscirà a regalarci, nonostante tutto, un’esperienza di gioco fresca e gradevole.

Morte ai fiori/10

  • Utilizzo originale del Wii U GamePad.
  • Direzione artistica impeccabile.
  • Spunti di trama intriganti.
  • Troppi bug.
  • Alcune scelte tecniche lo rendono frustrante.
  • Troppo corto, pur essendo solamente un episodio.
Un’esperienza interessante, con ambientazioni disegnate a mano ed una colonna sonora ispiratrice, ma è reso frustrante dai troppi problemi a livello tecnico.

Autore: Leonardo "Dadoh" Simi

Sono nato con una PS1 davanti e all'età di 3 anni catturavo i miei primi Pokémon su Game Boy Color. Nintendaro con lievi sfumature di PC Master Race, il mio sogno è di diventare un game developer. In alternativa, potrei diventare un ciccione.