16 ottobre 2015 • A ruota libera

Quando Metroid era la gemma di Nintendo. Io (non) c’ero.

Dallo scorso E3 un antico franchise è tornato ad essere discusso, sussurrato, dibattuto. Una saga di videogiochi fino a pochi (ormai tanti) anni fa in piena età dell’oro, con titoli apprezzatissimi su console casalinghe e da passeggio. C’è poco da girarci attorno, sto parlando di Metroid e del suo ben poco promettente Metroid Prime: Federation Force in uscita l’anno prossimo su Nintendo 3DS.

Ma oggi voglio portarvi indietro, per parlarvi brevemente di uno dei titoli migliori come anticipazione di una review più ricca e completa: Metroid Zero Mission, anno di grazia 2004 per quel gioiellino noto all’anagrafe come Game Boy Advance. E partiamo subito dalla console, secondo me la migliore in assoluto per esaltare il gameplay adrenalinico e a tutto sparo di questa serie. Questo delizioso marchingegno a 32 bit occupa una fetta corposa del mio cuore, forse il prodotto a cui più sono affezionato di casa Nintendo: sonorità capaci di echeggiare l’epos delle orchestre mantenendo una propria fortissima identità (e il tema di Brinstar ne è la prova), visuali pulite e particolareggiate adatte a pacifici platform come Super Mario Advance così come giochi al confine dello splatter stile Metroid.

Perché questo Metroid è un maestro del vedo non vedo, stuzzicando e suggerendo generi in cui non si impantana per concedere una giocabilità immediata, divertimento garantito a suon di rompicapi e appetitosi potenziamenti. Come non lasciarsi incantare dai rimandi egizi sparsi per tutto il gioco, come restare indifferenti all’unione impeccabile di tecnologia e natura lussureggiante dalle parti della tana di Kraid.
Perché forse il punto di forza maggiore di questa piccola gemma è il suo essere proiettato in un altrove indefinito, capace di cogliere più ispirazioni pur restando nel suo cupo ambiente da science ficiton. Non esagero nel dire che la vegetazione contorta nell’appena citata tana di Kraid sia stata ai miei occhi una deformazione mostruosa della campagna inquinata e decadente delle mie parti.

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In poche parole Metroid Zero Mission è un’autentica perla, per una console altrettanto leggendaria.
All’epoca non lo giocai, riscoprendolo solo nella primavera di quest’anno (2015), e proprio in virtù di questo non è la nostalgia a farmi parlare. Ma il puro apprezzamento per una delle saghe (e in questo caso per uno dei suoi titoli) più belle di sempre.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.