5 marzo 2017 • Popcorn & Salatini

Popcorn & Salatini: Con VOEZ annunciato, da cosa si Switcha effettivamente…?

Come un fulmine a ciel sereno, l’annuncio di VOEZ, un gioco ritmico per Nintendo Switch (ne abbiamo parlato in questa notizia) è stato fin da subito in grado di scuotere gli animi dei più, trattandosi per l’appunto del primo gioco a funzionare solo in modalità portatile, andando contro alla filosofia della piattaforma stessa. Quell’appunto tanto declamato Gioca dove, quando e con chi vuoi in questi ultimi giorni, che però potrebbe dimostrare ancora una volta l’inutilità dei “gimmick” proposti da Nintendo. Un bene o un male?

Non è la prima volta che succede, pensiamo ad esempio al periodo in cui Nintendo si limitò ad usare il Wiimote come un controller del NES, oppure al Nintendo 3DS e il più recente Wii U. Ma se in quei casi si trattava comunque di un utilizzo prettamente accessorio (oddio, non tanto Wii U eh…), e in alcuni casi necessario (tranne Metroid: Other M, lì è stata una cazzata e basta), per Switch è un po’ più che una necessità.
Perchè a conti fatti molti di quei giochi potevano venire realizzati senza dovere per forza implementare dei controlli di movimento, il 3D stereoscopico o un secondo schermo con cui interagire. Certo, se c’erano ed erano ben implementati (vedasi ad esempio Super Mario 3D Land per Nintendo 3DS) era ottimo, ma se non c’erano non moriva mica nessuno. Switch però si pone come la piattaforma ibrida per eccellenza, che Nintendo voglia o no, e sapere che la compagnia abbia effettivamente concesso agli sviluppatori di potersi limitare ad una delle due modalità (tre se contiamo la Tabletop)… fa riflettere.

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Super Mario Maker è uno di quei giochi che necessita fortemente di un touch screen per funzionare al meglio.

Ma era comunque una scelta a dir poco necessaria, perchè a conti fatti, sarebbe risultato abbastanza limitante e avrebbe reso impossibile l’arrivo di determinati giochi sulla piattaforma. Voglio dire, VOEZ è un gioco in cui sono proprio i comandi tattili a comandare, adattarlo con il sensore IR del Joy-Con destro o con i tasti… non sarebbe stata la stessa cosa. L’esperienza finale per l’utente sarebbe stata così alterata, dando un effettivo vantaggio a chi gioca in modalità portatile. E per quanto mi ritrovi sempre a favore per quanto riguarda l’ampliare le scelte a disposizione dell’utente, comprendo le motivazioni da parte degli sviluppatori. E comunque, il gioco rimane ad ogni modo giocabile sulla piattaforma. Però non più “dove e con chi vuoi”.

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Prima dell’avvento del Nintendo DS era anche solo impossibile realizzare un gioco come Elite Beat Agents.

D’altra parte, come sarebbe possibile altrimenti avere un ipotetico Super Mario Maker su Switch? O l’aggiunta dei cataloghi Wii e Nintendo DS su Virtual Console? E ok, la butto lì, un nuovo Elite Beat Agents?
Si tratta effettivamente di giochi in cui è necessario l’utilizzo di un particolare tipo di input, ma non tanto per pigrizia degli sviluppatori, quanto proprio per fare funzionare il gioco. Sì, so bene che su PC chi è interessato a creare livelli di Super Mario con Lunar Magic o giocare ad Osu! usa il mouse, ma a conti fatti, non ci andremmo a slogare un polso usando il Joy-Con per quei giochi?

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Il Nintendo 2DS è indubbiamente il modo migliore per introdurre il pubblico ai giochi Nintendo, ma l’intera filosofia della console è stata così definitivamente accantonata, non essendo più una priorità per moltissimi giochi.

L’unica cosa che effettivamente mi preoccupa, però, è che alcuni sviluppatori possano approfittarsene. Perchè se nei casi sopracitati, effettivamente, tante alternative non ci sono, ce la vedrei tranquillamente una Game Freak, da sempre restia a portare Pokémon su console da casa, a relegare un ipotetico Pokémon Stars alla modalità portatile “perchè non vogliono che i bambini rimangano a casa”. E sì, sembra una stronzata, ma alla fine parliamo di Nintendo e ce la vedo questa remota possibilità. Ma Nintendo di questa cosa deve stare molto attenta, perchè se hanno voluto tenersi fino all’ultimo le informazioni riguardanti il touch screen un motivo ci sarà. In un certo senso, 1,2, Switch! fa pure la stessa cosa se ci pensate. Non è un gioco che si può effettivamente giocare in modalità portatile, ma lo si può portare in giro. E penso sarà soprattutto questo ciò su cui punterà Nintendo con le prossime campagne marketing.
Ora come ora, però, il messaggio di Switch dev’essere chiaro, non bisogna comprometterlo. E soprattutto i loro giochi, almeno nei primi due anni di vita della piattaforma, non devono compromettere il messaggio.

Ma voi? Pensate che Nintendo abbia fatto bene a permettere agli sviluppatori questa possibilità, che ribadisco, avrebbe altrimenti bloccato l’arrivo di giochi nati tenendo a mente particolari sistemi di input oppure no? Scrivetecelo qui sotto nei commenti, in pagina o nei nostri altri canali social!

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore di lunga data, capo di Nintendoomed nonché addetto alle pubbliche relazioni. Quando non ha nulla da fare si occupa anche di gestire una web radio su Spreaker. Una volta ha anche trollato l'Internet. Insomma, una leggenda.