26 febbraio 2016 • Recensione

Pokémon Versione Rossa, Blu e Gialla (Nintendo 3DS Virtual Console)

Questa recensione è il frutto del risultato di tenere vicini per più ore tre redattori di Nintendoomed, bambini non provateci mai a casa.

Gli attori:
Filippo “Flippoh” Corso
Lorenzo “Twist” De Vizzi
Paolo “Seemee” Simi

Twist: Quante volte capita di vedere l’alba di un Impero? Lo fecero i Romani con Cartagine, gli spagnoli con Cortés, gli inglesi con la Regina Vittoria. Ma i più fortunati un impero lo videro nascere a metà degli anni ‘90 dello scorso secolo, senza che cadesse una goccia di sangue. Ma fiumi di denaro, quelli sì, come mai prima d’allora si erano visti.  Quell’impero forgiò le menti di milioni di bambini in tutto il mondo, un evento culturale senza precedenti, come solo una guerra mondiale prima d’allora. Perché in fondo, concedeteci l’iperbole, Pokémon fu la più grande guerra nella storia dei videogiochi. Una guerra tra chi li considerava un passatempo per famiglie e in un secondo momento per nerd, ma nulla che potesse uscire dal salotto di casa, e quelli che credevano nei videogiochi come uno stile di vita. Pokémon arrivò nelle strade, nelle edicole, in televisione, sulle caramelle, sui francobolli, divorandosi perfino le sale cinematografiche.

Pokémon mew contro mewtwo
Durante la fine degli anni ’90 i mostriciattoli tascabili invasero pure le sale cinematografiche, chi l’avrebbe mai detto?

Con un’imponenza che a distanza di vent’anni non si è ancora rivista: tutte le grandi saghe di videogiochi venute dopo non sono riuscite ad eguagliare la diffusione capillare avuti da questi mostri tascabili giunti dal lontano oriente. Un Oriente, il Giappone di metà anni ‘90, con le sue mode, i suoi tic e la sua lenta decadenza dai rampanti anni ‘70 e ‘80. Dettagli che fino all’ultimo sono presenti in questa grande avventura per una regione che fu il primo grande viaggio di una generazione intera.
Domani, 27 febbraio 2016, Pokémon di anni ne compie ben 20. Tondi tondi, illustri e costanti come solo quegli altri giganti di Super Mario e Zelda sono riusciti a festeggiare. Nintendo e Game Freak hanno preparato, tra le varie pietanze, un piatto… particolare, per così dire. Una riedizione, intatta, degli originali Rosso, Blu e Giallo (più Verde in esclusiva giapponese) per la Virtual Console di Nintendo 3DS. Una portata dal sapore un po’ stantio dopo tutti questi anni. Leggete per capire.

Flippoh: Si tratta degli stessi giochi che abbiamo imparato a conoscere e ad amare sul Game Boy durante la nostra infanzia, visti però con gli stessi occhi che non si sono fermati a quella prima generazione, vedendone la crescita, l’evoluzione e tutti i cambiamenti che sono conseguiti. La vera domanda da porci in questo caso è: riescono oggi, nel 2016, ad essere dei prodotti altrettanto validi? Non sono tanti i giochi che riescono a superare indenni la prova del tempo, vedasi ad esempio un Sonic Adventure ma anche lo stesso Super Mario 64, mentre altri rimangono invece tali, riuscendo ad imporsi tra la moltitudine di giochi e diventando delle pietre miliari.

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L’inizio di tutto.

Pokémon Rosso e Blu sono esattamente come ce li ricordavamo: dei titoli sperimentali, che hanno gettato le basi per qualcosa di più grosso, ma che difficilmente sono riusciti a restare sullo stesso livello dei loro capitoli successivi. L’incipit lo conoscete già tutti: siamo alla fine del XX secolo, abitate insieme a vostra madre nella città di Biancavilla (che ricordiamo esiste, nel caso voleste farci un giretto qualche volta), passando il resto delle vostre giornate a giocare con il vostro Super Nintendo, la scuola non esiste ma ehy, è arrivato il momento di diventare il the very best di turno come nuovo campione della Lega Pokémon! Quindi via, andate dal Professor Oak e cominciate il vostro viaggio nella regione di Kanto! (NdR: non ha nulla a che fare con la regione Giapponese, quella è una copia dovuta al marketing). Purtroppo per voi però, il viaggio non sarà dei migliori, se già il nipote del professore si può considerare una figura ricorrente (e in grado di far insegnare le prime bestemmie), prima di diventare i nuovi campioni dovremo sconfiggere gli otto capopalestra della regione: nulla di troppo impegnativo, insomma.
In queste riedizioni per la Virtual Console non sono stati apportanti cambiamenti significativi, in special modo nei confronti dei bug che affliggevano le prime generazioni. Anzi, se c’è qualcosa che è stato riadattato è la loro caratteristica principale: il multiplayer. Addio cavi game link, basterà semplicemente usare il menu presente all’interno dell’emulatore stesso per attivare il collegamento wireless tra due console. Perché sì, forse qualcuno non lo sa ma i giochi Pokémon presentano delle differenze nelle versioni proposte (noi in caso ve lo diciamo, non sia mai), oltre alla possibilità di sfidare le squadre dei propri amici.

3DSVC_PokemonRedAndBlue_03_itITAbbiamo analizzato in questa recensione i tre esponenti della prima generazione, e partiamo fin da subito da una domanda: ma se si chiamano Versiona Rossa, Blu e Gialla… perché solo quella Gialla ha i colori? Qui la PRIMA nota dolente: pur essendo tutti i tre giochi perfettamente funzionanti sul Game Boy originale e con grafica migliorata sul Game Boy Color, Nintendo e Game Freak hanno avuto la bella idea di lasciare su due emulatori separati gli originali e la versione Gialla. Già questo problema affligge altri giochi, vedasi Metroid II (che seriamente, non si capisce nulla già solo a guardarlo) o peggio ancora i due Oracle della serie Zelda, i quali presentano una zona accessibile tramite utilizzo del Game Boy Advance. È comprensibile che si voglia cercare di replicare in tutto e per tutto l’esperienza originale, ma ricordatevi che era possibile giocare con delle semplici palette di colori aggiuntive anche su Super Game Boy e Nintendo 64, per intenderci. Sarebbe bastato lasciare una semplice scelta ai giocatori, oppure potremmo considerare questa limitazione come un regalo da parte della stessa Nintendo. Dopotutto, la nostalgia non è spesso un ricordo distorto della realtà? Magari eravamo abituati con i colori, potremmo perfino avere davanti il nostro Game Boy Color funzionante con dentro la cassetta di Blu, ma quindi?

Twist: Chiarita questa panoramica sui giochi, che a questo punto se non fosse chiaro sono repliche intatte e fedeli dei titoli originali ma con meno funzionalità degli altri per Virtual Console del 3DS, possiamo entrare nel vivo di quello che ci viene offerto.  Perché sì, non solo abbiamo a 10 euro (una cifra titanica e completamente fuori misura se paragonata agli altri giochi disponibili) un titolo che non è nemmeno rimaneggiato, ma per giunta non possiamo creare punti di salvataggio. In pratica funziona esattamente come l’originale su copia fisica, il che di principio non è malvagio: lo diventa se mi piazzi a prezzo maggiorato, come ho detto poco fa, qualcosa che ha meno funzioni dei sui colleghi. Ma Pokémon Versione Rossa, Blu e Gialla valgono i loro 10 euro? Questo ve lo dico dopo, come sussurrava suadente Gerry Scotti al Milionario.

La storia è sempre, sempre quella, e la prima generazione lo fece peggio di tutte: la trama ha sottotesti interessanti, col gioco d’azzardo, la violenza e la scienza senza limiti, ma non li sfrutta. Li lascia lì, come d’altronde è tradizione di Pokémon, ma lo fa senza essere supportata da una regione interessante. Kanto è piatta, in tutti i sensi, primitiva e molto poco sgargiante. Il lavoro di chi era alle prime armi, è comprensibile, ma comunque qualcosa che non ha retto la prova del tempo. Oro e Argento, i titoli subito successivi, sono invecchiati splendidamente: colorati, curati, ben pensati e con una storia di respiro meno ampia compensata da una profondità storica che dalle parti di Zafferanopoli non hanno mai conosciuto. Benché da anni ci si senta dire che il franchise è stato “infantilizzato” (affermazione tragicomica, ma non è questa la sede per discuterne) Rosso, Blu e Giallo hanno i dialoghi meno ispirati e più blandi di tutta la saga: di nuovo, qualcosa di comprensibile perché sono stati i capostipiti, ma che una volta di più sottolinea quanto male abbiano infilato un anno dietro all’altro.
Il fatto che siano solo 151, nonostante anche qui ci siano molti che vorrebbero fossero stati gli ultimi, si fa sentire tantissimo: la scelta è limitata, i combattimenti sono insipidi e l’intelligenza artificiale sfiora la presa in giro. Anche qui non è stato toccato nulla, e il Dragonite di Lance continuerà a spammare Riflesso davanti al vostro Vileplume semplicemente perché Riflesso è una mossa di tipo Psico e Vileplume ne è debole. I draghi continueranno a non avere mosse, il tipo Lotta avrà un movepool imbarazzante, Legatutto e Turbofuoco continueranno a impedire a chi la riceve di fare qualsiasi cosa, persino essere sostituito. Più di una volta pregherete di poter riutilizzare un MT, di avere un tipo Acciaio sottomano, di non dover usare di nuovo Arcanine. Oppure, se vi piace ripetere per l’ennesima volta la stessa identica azione, sarete ampiamente soddisfatti. D’altronde sono sicuro che a questo mondo ci saranno persone che si divertono a lavorare in un call center. Quand’è toccato a me non mi sono divertito, tranquilli.

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Una normale giornata a Fucsiapoli. Sì, è stata fatta dalla versione 3DS.

A questo punto molti di voi diranno, furibondi: ma è un modo per rivivere la mia infanzia! Che ne sai tu! Ne so eccome, cari miei. Dal 1999 seguo Pokémon pedissequamente, dal 1999 spendo denaro e tempo in quella che è una delle mie più grandi passioni, forse quella per eccellenza accanto alla letteratura. Dal 1999 io esploro in lungo e in largo, con gli occhi e con la mente, il mondo di Pokémon. E avendo visto tutto, o quasi, non ho veramente voglia di andare in un mondo così tanto più povero di quelli che ho visitato dopo. C’è uno stacco, netto, tra I e II generazione. Uno stacco di funzionalità, rigiocabilità e piacere per occhi e orecchie. Hoenn, Johto, perfino Sinnoh (guardate cosa mi tocca dire) sono piacevoli a distanza di anni, con vantaggi che bilanciano ampiamente gli svantaggi. Ma questi Rosso, Blu e Giallo sono belli solo per chi non ha giocato più nulla dopo di allora. A chi Pokémon se l’è visto tutto lasciate un HeartGold, un Platino, un Nero, uno Smeraldo.
Le ultime voci, non ancora quietate, potrebbero ringhiare “potranno giocarlo i bambini di oggi!”. Bella battuta, ha quel retrogusto alla Ezio Greggio, ma dubito che un bambino nato nel 2009 (ebbene sì cari 90s kids, il tempo passa) abituato anche solo su 3DS a XY e ORAS voglia spendere tempo e denaro per qualcosa di così primitivo. Bastano 5 euro in più e potrebbe prendersi una copia usata di questi due titoli, e un genitore non avrebbe dubbi nella scelta.

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Anche lui non vede l’ora di pagare 10 euro di glitch.

seemee: Pokémon Versione Gialla è un capitolo che, pur mantenendo trama e meccaniche dei suoi predecessori, si distingue per delle novità interessanti che abbelliscono e completano l’esperienza della prima generazione. Con Giallo, infatti, Game Freak oltre a compiere un’opera di pulizia del codice eliminando vari bug e glitch, ridisegna il comparto grafico introducendo degli sprite frontali più eleganti e vicini agli artwork ufficiali riempiendo la regione di Kanto di una novità assoluta: il colore. Il gioco è stato infatti pensato per Game Boy Color, nonostante la compatibilità con la versione classica della portatile Nintendo, e ciò ha portato ad un piccolo progresso tecnologico ben evidenziato dall’edizione per Nintendo 3DS, l’unica delle tre disponibili a non apparire su schermo in scala di grigio. Ricordiamo però che già Rosso e Blu avevano disponibile una palette di colori se giocati su Game Boy Color: almeno qui è offerto il meglio. Ovviamente le novità non si limitano al comparto tecnico: rispetto a Rosso e Blu questo terzo titolo modella la storia prendendo di peso molti elementi dall’anime che tutta la mia generazione seguiva il pomeriggio con un pacco di biscotti tra le mani. Ecco che il Pokémon iniziale sarà questa volta Pikachu, l’unica creaturina che, proprio come nel cartone animato, si rifiuta di stare in una Poké Ball, mentre il nostro rivale sceglierà un esemplare di Eevee, il Pokémon apprezzato solo per le sue evoluzioni, e che rispecchia probabilmente l’evidente complesso di inferiorità del suo allenatore. Il nostro personaggio viene seguito passo passo dal famoso topo elettrico, con il quale è possibile interagire premendo il pulsante A per veder apparire il suo tenero faccino sullo schermo; inoltre, quando il topastro entrerà in battaglia, il suo verso sarà un simpatico “Pikà!”, una chicca recuperata soltanto di recente con Pokémon X/Y. Se pensate che le strizzatine d’occhio alla serie animata finiscano qui, sappiate, ad esempio, che i Capipalestra Brock e Misty avranno un nuovo look ispirato proprio a quest’ultima, o ancora, che troveremo perfino quei due disgraziati di Jessie e James tra le fila del malvagio Team Rocket.

3DSVC_PokemonYellow_01Per bilanciare il gameplay inoltre, alcune zone erbose ospiteranno Pokémon differenti rispetto alle precedenti versioni, ad esempio in Giallo sarà possibile catturare un Mankey prima di affrontare Brock; il primo capopalestra sarebbe stato infatti troppo difficile da sconfiggere utilizzando Pikachu a causa della resistenza dei Pokémon di tipo Roccia e Terra nei confronti delle mosse Elettro, ecco quindi venirci incontro la scimmietta con problemi di controllo dell’aggressività sopra menzionata, il cui tipo Lotta risulta superefficace sulle bestioline di Brock. Infine, è possibile ottenere Charmander, Squirtle e Bulbasaur nel corso dell’avventura, un’opportunità veramente interessante e che mi riporta alla mente l’invidia provata all’inizio dello scorso decennio nel vedere i tre starter nella squadra del classico bambino odioso del paese, un’invidia comunque temporanea in quanto io al contrario di lui possedevo Pokémon Oro, il gioco Pokémon più bello di sempre. Ma questa è un’altra storia. In maniera parallela, alcuni Pokémon potranno essere recuperati solo tramite scambio da Blu e Rosso; tra questi spiccano ad esempio Koffing, Arbok e Meowth.

Per concludere questa breve analisi riassuntiva della terza versione, Pokémon Versione Gialla mi è comunque sembrato un capitolo invecchiato un po’ meglio dei due fratelli maggiori. Vuoi la presenza dei colori, vuoi gli sprite un po’ meno grezzi, tornare a Kanto con un Pikachu alle spalle è stata un’esperienza tutto sommato piacevole, ma che consiglio esclusivamente a chi nutre un certo fascino per i giochi di una volta e che non può o non vuole godersi i due ottimi remake Rosso Fuoco e Verde Foglia (disponibili per Game Boy Advance) che nell’ormai lontano 2004 dettero nuova linfa vitale a questi titoli storici. Sicuramente, considerati i tre giochi disponibili su eShop e la relativa opera di conversione, Pokémon Giallo è quello che mi sento di consigliare maggiormente.

Flippoh: Pokémon Versione Rossa, Blu e Gialla arriveranno domani, 27 febbraio, sull’eShop del Nintendo 3DS. Abbiamo passato una giornata insieme a loro, rimembrando anche le nostre esperienze passate su Game Boy. Si tratta di giochi che hanno scritto la storia all’interno del mondo videoludico ma che già oggi riescono a sentire il peso degli anni.

Noi personalmente ci sentiamo di consigliare la terza versione, cioè Giallo, in quanto forse più in linea con quanto offerto in rapporto qualità-prezzo rispetto ai due titoli originali. Ma rimangono, lo sottolineiamo, prezzi spropositati. Chi lo comprerà? Come abbiamo detto chi si è fermato alla prima, seconda generazione o ha semplicemente voglia di buttar via soldi. Perché purtroppo è così, un piccolo grande spreco. La redazione confida nei porting di Oro e Argento, anche se temiamo che non verrà loro riservato un trattamento migliore.

CI HANNO OBBLIGATI/10

Ennesimo ritorno a Kanto, ma quella più primitiva e rugosa. Perfetto se volete pagare a caro prezzo un classico della vostra infanzia, o spaventare i vostri fratellini.

PRO

CONTRO

Proprio come li ricordavamo.

Vi ricordate gli ultimi anni ’90/primi ’00?

Che tempi.

Esattamente come li ricordavamo.

Prezzo esagerato.

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Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.