1 dicembre 2015 • Notizia

Perché si pensa che i videogiochi siano solo per maschi? La colpa sembra essere di Nintendo

Facciamo una lezione di storia videoludica. Oggi questo stereotipo sta venendo dimenticato piuttosto rapidamente, ma negli anni ’80 e ’90 era ancora parecchio diffusa la mentalità secondo la quale i videogiochi fossero qualcosa per soli maschi. Vi siete mai chiesti da cosa sia nato questo mito? A quanto pare, è stata Nintendo ad averlo accidentalmente generato grazie alle strategie di marketing adottate dalla compagnia sul suolo statunitense.

Durante l’ultima puntata di “Adam Ruins Everything” (un programma televisivo americano che si occupa di sfatare miti, bufale e credenze popolari), lo showrunner Adam Conover ha trattato proprio di questo argomento.
Egli sostiene che nell’era pre-Nintendo (quella durante la quale Atari ancora dominava il mercato) i produttori di software e di hardware adibiti all’intrattenimento elettronico pubblicizzavano i propri prodotti non ai soli bambini, bensì all’intera famiglia (il che include anche i componenti femminili di quest’ultima).
Tuttavia, a seguito della crisi dei videogiochi del 1983, il colosso di Kyoto scese in campo lanciando in occidente il Nintendo Entertainment System (o NES), la console che risollevò da sola un intero mercato che era crollato poco tempo prima sul peso di sè stesso.
Un risultato così stupefacente fu possibile unicamente grazie alle brillanti trovate pubblicitarie dei dirigenti della compagnia, le quali prevedevano di trasmettere l’idea che i videogiochi fossero semplicemente un nuovo tipo di giocattolo per bambini, ma questo ebbe anche degli effetti collaterali. Come saprete, infatti, il mercato dei giocattoli è sempre stato diviso in due macrocategorie ben distinte, quella dei prodotti per bambini e quella dei prodotti per bambine. Nintendo, dunque, dovette decidere a quale pubblico puntare e alla fine la scelta cadde su quello maschile.
Da quel momento in poi, non solo le campagne pubblicitarie di Nintendo, ma anche quelle dei concorrenti, cominciarono ad ignorare completamente bambine, ragazze e donne.

Ironicamente, comunque, molti anni dopo fu la stata la stessa Nintendo ad invertire nuovamente la tendenza, tornando alle origini del marketing videoludico degli anni ’70 con Wii e Nintendo DS, due console che spesso sono state pubblicizzate sia all’intera famiglia che esplicitamente agli individui femminili. Forse, dopo tutto quel tempo qualcuno si era finalmente accorto che continuare ad ignorare quella fetta di mercato voleva dire dimezzare la quantità dei potenziali acquirenti.

Autore: Gianmarco "Jun" Turchiano

Fa il tuttofare mentre veste i panni del capo. Si occupa di curare il sito sotto l'aspetto tecnico, ma anche di pubblicare notizie e di redigere recensioni e articoli opinionistici vari.