29 settembre 2014 • A ruota libera

Il binomio Nintendo + Animazione dovrebbe trasformarvi in fontane umane

Pensateci un attimo, non è impressionante come Nintendo abbia raccimolato tutta la paglia di cui dispone oggi facendo ruotare il suo intero giro di affari degli ultimi quattro decenni attorno al solo settore videoludico? Nonostante ciò, è riuscita a diventare una tra le aziende più importanti, potenti e conosciute del globo, davvero lodevole, no?
Ma lo sappiamo tutti, i tempi cambiano. E sappiamo anche che Nintendo non se la sta passando benissimo in questi ultimi anni: dopo un lucroso periodo dovuto al brillante marketing della metà degli anni 2000 (ne parleremo in uno dei prossimi articoli, per altro), la Grande N ha affrontato ben DUE brutti lanci di hardware ai quali sono conseguiti ben TRE anni di chiusure in perdita. Non belle notizie per chi ci ha investito dei soldi in questo affare.
Risultato: si cercano nuove frontiere.


Ecco quindi che Nintendo abbandona la famigerata “Blue Ocean Strategy” (ne parleremo prossimamente, già detto) per adottare la 20% più figa (non mi linciate per aver fatto questa citazione) “The Long Tail Strategy”, atta ad allargare e differenziare la propria gamma di prodotti in base alle fasce di utenza che ne fanno domanda.
Da qui nasce il progetto “QoL”, basta seguire un semplice ragionamento. Ci sono i fan di vecchia data e quei boccaloni convinti che Wii Fit faccia dimagrire loro e non il portafogli che hanno in tasca: invece di vendere ad entrambe le categorie la stessa console, facciamone due differenziando l’offerta di software. Un concetto piuttosto semplice.
Ma credo che poi Nintendo si sia chiesta “E se stessimo sbagliando a limitarci ai videogiochi?”. Fu così che al meeting degli azionisti di inizio 2014 venne condivisa col mondo la volontà di Nintendo di struttare i propri franchise al di fuori del comparto videoludico.
Tutti abbiamo pensato la stessa cosa.

CARTONIIIH

Davvero, dai, potrebbe esistere una mossa così banale quanto lucrosa? Per altro, è quello che ha ben pensato di fare anche Sony. Sapevate che l’anno prossimo esce il film di Ratchet & Clank? Da NON fan della serie (nel senso che non ne ho praticamente mai nemmeno giocato uno)… lo andrò a vedere, probabilmente. È da questo che potete capire che si tratta di una mossa piuttosto azzeccata. Chissà, magari il film mi piacerà così tanto che mi verrà voglia di recuperare ogni gioco di questo franchise… Ora capite dove voglio andare a parare?
E quindi ecco che Nintendo annuncia l’arrivo di un film (composto da tre cortometraggi cuciti assieme) basato su Pikmin e con Shigeru Miyamoto nei panni di produttore. Ora sì che le cose diventano interessanti. Vi ho detto che in mezzo c’è anche qualcuno dello Studio Ghibli? Ammettetelo, vi ho intrippato.
Quale sarà il prossimo passo? Aprire uno studio d’animazione interno (sapevate che Sakurai vorrebbe mollare il game design per diventare un animatore, prima o poi?), o comprarne uno piccolo e sconosciuto ed investirci soldi per farlo diventare cazzuto? Sinceramente, non ne ho idea, ma cazzo pensateci, questo affare ha tanto potenziale. E non sto più parlando di dindi, bensì della qualità dei prodotti che ne verrebbero fuori, basti pensare all’enorme quantità di soggetti affascinanti di cui il colosso di Kyoto detiene i diritti.
E avanti, non ditemi che un film su Mother non lo vorreste. Forse lo farebbero pure sceneggiare a Shigesato Itoi.
Ma anche lo stesso Pikmin promette davvero bene per essere trasportato sul grande schermo: nel gioco c’è azione, c’è atmosfera e c’è umorismo, ci sono tutti i presupposti per un prodotto d’animazione davvero di qualità.
Avete giocato l’ultimo Fire Em- Certo che l’avete fatto, scusate, non volevo mettere in dubbio la vostrà serietà. Non siete rimasti esterefatti dall’incredibile qualità delle cutscene realizzate da Madhouse? Adoro quel formidabile filtro cel-shading che hanno utilizzato, adoro come hanno reso l’azione, adoro il doppiaggio e adorerei vedere un intero film così.

Lucina spacca i culi come pochi altri.
Lucina spacca i culi come pochi altri.

Di questo ve ne ho già parlato in passato: chi si ricorda della storia di Rosalinda in Super Mario Galaxy?
Si tratta di una storia breve e semplice quanto toccante ed efficace.
In un eventuale adattamento cinematografico ci sarebbero tante strade da percorrere.
Perchè non approfondire i rapporti che Rosalinda aveva da bambina con la sua famiglia? Perchè non spiegarci esattamente cosa l’ha spinta a partire con lo Sfavillotto? E poi, uno dei pregi di Super Mario Galaxy è quello di possedere una varietà di ambientazioni dall’inventiva invidiabile, quindi perchè non fare compiere a Rosalinda un viaggio tra le galassie più caratteristiche del gioco, in stile “Il Piccolo Principe”? Perchè non farle scoprire le stravaganze che nascondono (come i power-up) in stile “Alice nel Paese delle Meraviglie”? Perchè non farle incontrare bizzarri personaggi quali Dino Pirahna e l’Ape Regina?
Vedo la custodia di Super Mario Galaxy come la scatola di un puzzle. Un puzzle da un miliardo di pezzi. Ci vuole solo qualcuno dotato del talento necessario a ricomporlo.

Dietro ai suoi colori esuberantemente acidi ed ai suoi ritmi allegri, Super Mario Galaxy cela un retroscena piuttosto malinconico e profondo.
Dietro ai suoi colori esuberantemente acidi ed ai suoi ritmi allegri, Super Mario Galaxy cela un retroscena piuttosto malinconico e profondo.

Che poi, Nintendo non è proprio nuovissima in operazioni di questo tipo. Chi si ricorda dell’ottima serie animata di Kirby? Io la guardavo da bambino su Italia 1 ogni giorno, si trattava davvero di un prodotto di qualità.
Nulla a che vedere con incidenti ferroviari della portata del “Super Mario Brothers Super Show”, no, questo era finanziato da Nintendo e curato da Hal Laboratory, Satoru Iwata rivestiva persino il ruolo di produttore.

Roba da farvi scordare i cartoni di Zelda e Mario, sul serio.
Roba da farvi scordare i cartoni di Zelda e Mario, sul serio.

Non vorreste vedere altra roba del genere in televisione?
Tipo, io ho ancora bene impresso in testa quel formidabile cortometraggio di Kid Icarus. Ne voglio ancora, avanti.

Anche tra gli dei regna il sessismo...?
Anche tra gli dei regna il sessismo…?

E come scordarsi il recente Pokèmon Origins? Rushato a morire nei ritmi narrativi, ma diamine, perchè sono dovuto crescere con QUELL’ALTRA serie e non con qualcosa del genere? È emozionante quando senti l’incontenibile bisogno di urlare “È COME NEL GIOCO”.
Di nuovo, ne voglio ancora.

Credo di essere innamorato <3
Credo di essere innamorato <3

E potrei andare avanti per ore col fare esempi di questo genere, ma ormai avete capito cosa voglio intendere. C’è solo da sperare che Nintendo percorra questa strada e che lo faccia nel migliore dei mod- ah ‘spè, non abbiamo finito: chi si ricorda di Wreck-It Ralph?

Ralph Spaccatutto faceva davvero un pessimo utilizzo dei suoi cameo.
Ralph Spaccatutto faceva davvero un pessimo utilizzo dei suoi cameo.

Ovviamente mi riferisco al lungometraggio di Walt Disney Animations Studios. Sulla mia altra pagina Facebook, Disney & Shit, ho già spiegato in maniera esaustiva perchè non abbia molto apprezzato quella pellicola, ma guardate questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=xH8PBJj1_-E

“Ho adorato lavorare con Nintendo, sono stati dei grandi collaboratori nella realizzazione di questo film […] Erano molto entusiasti del fatto che Bowser fosse nel film […] Se avremo la fortuna di poter realizzare un sequel, troveremo un modo di infilarci dentro Mario”

E qui le cose diventano interessanti nuovamente. Come avrete capito, ho detestato il magro utilizzo che è stato fatto dei personaggi di videogiochi realmente esistenti, ma se un eventuale sequel correggesse questo errore? E se ne risultasse un film pieno di personaggi Nintendo da noi tanto amati attorno al quale far girare la trama? Quello sarebbe decisamente qualcosa da vedere.
E pensate che nei miei sogni l’oggetto risolutore della vicenda di Wreck It Ralph è un Guscio Blu, NON QUELLE CAZZO DI MENTOS.
Ora andate a diffondere il verbo dell’uccello.

Autore: Gianmarco "Jun" Turchiano

Fa il tuttofare mentre veste i panni del capo. Si occupa di curare il sito sotto l'aspetto tecnico, ma anche di pubblicare notizie e di redigere recensioni e articoli opinionistici vari.