18 luglio 2017 • Notizia

In Giappone le file per un Nintendo Switch sono lunghissime

E sinceramente non invidio per nulla al mondo chi partecipa a queste file

In Giappone la nuova console Nintendo, Switch, è stata ben apprezzata dal pubblico, a tal punto da generare delle interminabili code per avere l’ultimo gioiellino tecnologico prodotto dalla grande N.

La linea, già particolarmente lunga dall’uscita della console, sta aumentando. Ciò sta portando parecchi disagi a chi vuole comprare uno Switch.

Addirittura Kamiya, fondatore della PlatinumGames, non è riuscito ad acquistarne uno. Fra queste cose, quelle peggiori si trovano in Tokyo e Osaka.

Un’enorme linea si è formata ieri mattina alla Yodobashi Camera nel quartiere di Akihabara in Tokyo. Erano presenti oltre tremila persone in coda!

Una lista dei numeri vincenti. Chi ha avuto uno di quei numeri ha potuto comprare Switch. Assurdo, eh?

Il negozio possedeva solamente 250 Nintendo Switch!

Le persone si mettono in fila per avere la possibilità di comprare uno Switch! Quando sono disponibili solo poche copie di una console, è uso in Giappone fare una lotteria per decidere chi possa comprarne una. Spesso sono fatte durante il mattino, in modo da evitare che qualcuno si possa accampare di fronte al negozio per trascorrere la notte. Gli interessati si mettono in fila, ottengono il proprio numero, vengono estratti i numeri vincenti e coloro che lo possiedono possono acquistare la console.

Le estati sono calde e umide in Giappone, e qui sono presenti migliaia di persone attendendo ore in attesa di poter investire i propri risparmi in una console. Chi non vince, torna a casa a mani vuote e fradicio di sudore.

Ora sì che capisco perché le persone su Twitter chiamano queste lotterie “jigoku” (地獄) o “inferno”.

E Splatoon 2 non è ancora uscito!

Via: Kotatu



Autore: Giorgio "Felkun" Floris

Il dottore informatico del gruppo. Tecnico specializzato a fissare WordPress implodere, e ogni tanto anche newser, passa il tempo a leggere manga e organizzarsi con Flip a far spendere e spandere gli altri per un mondo più giusto.