19 luglio 2017 • Anteprima

Fire Emblem Warriors (Nintendo Switch)

Il regno di Aytolis è in preda al caos… letteralmente.

Il 12 luglio, all’evento post E3 organizzato da Nintendo, era presente, come prevedibile, la versione per Nintendo Switch di Fire Emblem Warriors, il tanto atteso musou dedicato alla serie strategica di Intelligent Systems, sviluppato in collaborazione con Omega Force e Team Ninja.
Il gioco si pone sulla scia di Hyrule Warriors, uscito in passato per Wii U e Nintendo 3DS, creando dunque un titolo crossover tra tre capitoli della saga (Shadow Dragon, Awakening e Fates) e raccontando una nuova storia che si svolge nel regno di Aytolis, invaso improvvisamente da misteriosi nemici. L’unico modo per i protagonisti, i principi Rowan e Lianna, di salvare il loro regno sarà ottenere l’aiuto degli eroi di Fire Emblem, arrivati anch’essi ad Aytolis tramite i portali Altrotempo.

Non avendo mai giocato a nessun titolo della serie Warriors, o meglio, a nessun musou in generale, al momento di provare la demo dell’evento ero già pronto a non capire molto di quello che sarebbe successo. Effettivamente è proprio quello che è capitato. Nonostante gli sforzi del personale presente, infatti, complice anche il poco tempo concesso alle spiegazioni dei comandi mi sono ritrovato piuttosto in fretta a premere tasti a caso, cercando di sconfiggere più nemici possibili e di capire cosa stesse succedendo a schermo.
Benché probabilmente sia caratteristico del genere e forse anche colpa della mia inesperienza, se dovessi definire Fire Emblem Warriors con una parola essa sarebbe “caos”. Tra i numerosissimi nemici generici e gli altrettanto generici alleati dei quattro personaggi giocabili, ossia Rowan, Marth, Chrom e Corrin, non c’era un angolo della mappa di gioco in cui non ci fosse un’enorme concentrazione di unità, rendendo a tratti difficile capire cosa stesse succedendo. Ho giocato praticamente sempre a caso, in quanto, purtroppo, la demo presentava una mappa chiaramente non introduttiva e inadatta a far capire di preciso cosa effettivamente il gioco chieda di fare al giocatore.

 

Cercando di ricostruire in qualche modo quanto avvenuto, l’obiettivo della missione era riuscire a conquistare un certo numero di basi nemiche, fino alla comparsa del comandante, Xander, da sconfiggere per trionfare definitivamente. Controllando i quattro personaggi elencati precedentemente, tra cui potevo cambiare agilmente utilizzando i tasti direzionali, mi sono trovato quindi a combattere orde di avversari alternando due tipi di attacchi principali in numerosi modi, solitamente dando vita a combo particolarmente scenografiche e d’effetto. Benché tutti e quattro siano armati di spada, è possibile cogliere differenze e particolarità dello stile di combattimento di ognuno, rendendoli tutt’altro che cloni l’uno dell’altro. In particolare, sicuramente la più interessante è stata Corrin, la quale utilizza ampiamente oltre alla sua spada personale, la Yato, anche la sua natura draconica, trasformandosi parzialmente o totalmente appunto in un drago e utilizzando queste sue abilità per infliggere grandi danni a numerosi nemici.
Degno di nota è anche uno degli attacchi speciali di Marth, in cui la sua spada, Falchion, rilascia un raggio di luce per colpire con forza gli avversari, riprendendo l’epiteto della suddetta arma presente già nel primo titolo della serie, ossia “Sword of Light”.
In generale, tutti i personaggi lasciano trapelare molta cura nell’ambito delle loro animazioni. Esse cercano infatti, per quanto possibile, di riprendere da vicino quelle già viste in precedenza nei giochi originali, nelle cutscene o ancora in altre apparizioni, come Super Smash Bros.. Ad esempio, Corrin corre esattamente come fa anche al momento di combattere in Fates, e Chrom riprende in un attacco la posa che ha nella cover di Awakening.
Tra le varie opzioni disponibili in combattimento c’era anche la possibilità di eseguire un “pair up”, facendo sì che due dei personaggi giocabili si uniscano in un duo e si aiutino a vicenda in battaglia. All’atto pratico, ciò significa che sarà possibile controllare solo uno dei due, alternandoli in qualsiasi momento. Sarà però possibile chiedere al personaggio in stand-by momentaneo di intervenire per un attacco aggiuntivo, una parata o, quando sarà carico, anche un attacco combinato, che almeno nella demo non sembrava cambiare a seconda della coppia in questione. Ho provato l’attacco di Rowan e Marth, che si è rivelato molto potente ma leggermente deludente, in quanto non sfrutta le particolarità dei due personaggi, ma consiste principalmente in una serie di colpi con le due spade.

La missione principale non è però l’unico degli obiettivi di cui tenere conto. Periodicamente, infatti, comparirà a schermo un messaggio che segnala l’inizio di una missione secondaria, dei tipi più disparati. Personalmente, ho finito per ignorarle piuttosto in fretta, in quanto non ero davvero sicuro di cosa mi stessero chiedendo. In una di esse, ad esempio, veniva richiesto di sconfiggere un ladro nemico, che era a caccia del mio personaggio per chiamare rinforzi. Il problema principale era questo stesso ladro, in quanto non era specificato in alcun modo come riconoscerlo. Immagino ancora una volta che si tratti di un problema legato alla mancanza di un tutorial nella demo, però questo ha contribuito ulteriormente a stimolare la mia sensazione di trovarmi di fronte ad un gioco parecchio dispersivo, complice anche l’invasività della notifica della missione stessa. Essa, infatti, può interrompere l’azione in qualsiasi momento, anche a metà di una combo, annullando la frenesia su cui il gioco chiaramente punta.
Tale problema è in realtà comune a un altro tipo di notifica, ossia quella del Level Up. Nel corso del combattimento, infatti, i personaggi giocabili otterranno esperienza, presumibilmente abbattendo nemici, fino a salire di livello, in perfetto stile Fire Emblem. Anche la schermata relativa è molto tradizionale, in quanto mostra il portrait del personaggio in questione e le statistiche che aumentano. Non è al momento chiaro se il gioco preveda un sistema di crescite basato sull’RNG, come appunto da tradizione, o abbia già tutto predeterminato, magari secondo lo schema già utilizzato in Fire Emblem Heroes. Ho sperimentato sia crescite quasi perfette, in ogni valore, sia misere, con solo uno o due aumentati, ma tendo a propendere per la seconda possibilità, visto il tipo di gioco. Purtroppo, anche in questo caso i Level Up possono avvenire in qualsiasi momento, compresi quelli dei personaggi che abbiamo momentaneamente affidato alla CPU. È stato però fortunatamente confermato che nella versione finale del gioco sarà possibile far comparire solo un messaggio meno invasivo e che non provochi alcuna interruzione dell’azione.

Nonostante tutta questa confusione e malgrado io abbia premuto quasi sempre tasti a caso, sono riuscito comunque a terminare senza particolare sforzo la demo senza perdere nemmeno uno dei miei eroi. Anche il combattimento finale contro Xander, a detta del membro dello staff particolarmente ostico, si è concluso in realtà con l’uso di una singola mossa combinata di Rowan e Marth. Molto probabilmente ciò è frutto di una scelta intenzionale del team di rendere questa prova accessibile anche ai meno esperti come me, fornendoci un cast di personaggi di qualche livello superiore al necessario per quella missione. Tuttavia, permane il dubbio e il timore che il gioco vero e proprio possa essere affrontabile con del button mashing intensivo, perdendo la profondità strategica che gli sviluppatori tanto hanno decantato nelle varie interviste. Lo stesso triangolo delle armi, teoricamente presente, non si è mai rivelato particolarmente influente.

Nei confronti di Fire Emblem Warriors non posso dunque che pormi con una certa incertezza di fondo. Benché divertente e molto bello da vedere, specie per un fan accanito della saga come me, sono costretto ad ammettere che, se non fosse per il nome “Fire Emblem”, difficilmente acquisterei il gioco completo, complice anche una demo tristemente mal congegnata e incapace di presentare in maniera efficace il prodotto ad un pubblico generico e inesperto. Sicuramente consiglio il titolo ai fan dei musou e dei Warriors in particolare, in quanto il gameplay sembrerebbe ottimo per il genere. Per il resto, si tratta di un prodotto chiaramente dedicato ai fan della serie principale, che però dovranno prepararsi ad un gioco completamente diverso da quelli a cui sono abituati, nella speranza che almeno la versione completa accompagni più dolcemente anche i neofiti del genere. Le potenzialità sicuramente ci sono, quindi voglio dare fiducia al team di sviluppo e supportarli, nonostante le mie perplessità.


Autore: Luca "Lucas" Oberti

Aspirante traduttore, eterno indeciso, piccione mancato. Scrive da anni di Fire Emblem, ma Heroes non vuole ricompensarlo. Potrebbe parlare per ore di trame videoludiche.