31 gennaio 2017 • Recensione

RECENSIONE: 7th Dragon III Code: VFD (Nintendo 3DS)

Una volta ebbi modo di leggere, in una discussione che parlava del musicista reggae Buju Banton, il commento di un utente che più o meno faceva così: “il suo è un genere che mi piace, anche se lo trovo troppo ripetitivo e riesco ad ascoltarlo solo a piccole dosi”. Affermazione opinabile, dato che in fondo la musica reggae si comporta come qualsiasi altro genere musiciale, seguendo stilemi ben precisi, ma che mi diede comunque da pensare. Essere fedeli alla linea, per così dire, porta irrimediabilmente alla noia? In questi mesi è arrivato anche in Europa 7th Dragon III Code: VFD, videogioco di ruolo in esclusiva per Nintendo 3DS, e potrebbe esserci di aiuto per trovare una risposta a questa domanda.

7th Dragon III Code: VF, già dal titolo, dimostra di nascondere parecchie cose. La prima è che si tratta del capitolo conclusivo di una trilogia nata da un gioco lanciato quasi otto anni fa, nel 2009, su Nintendo DS. Intitolato semplicemente 7th Dragon, il titolo aveva premesse ai minimi termini: il mondo di Eden è dominato all’80% dalla stirpe dei draghi, e noi, nei panni di umani, dobbiamo cercare di massacrarne il più possibile per continuare a garantire la turbolenta esistenza della nostra specie. 7th Dragon soffrì di una sindrome comune a molti bei giochi per Nintendo DS: essere oggetto di una distribuzione minima o, come in questo caso, di una pubblicazione limitata al solo territorio giapponese.

7th_Dragon
Le origini.

La stessa sorte è toccata in parte alla trilogia nata da questo gioco, come vi dicevo poco fa, aperta da 7th Dragon 2020 in esclusiva per PSP. Questa volta una storia più strutturata si fa spazio, attraverso un’apocalisse a suon di draghi con epicentro a Tokyo nell’anno 2020. Il primo titolo a uscire dall’arcipelago nipponico è proprio quello che chiude questa trilogia spin-off, ossia il nostro 7th Dragon III Code: VFD.

A questo punto dovrebbe essere già chiaro, a grandi linee, ciò che stiamo per affrontare: un ricco gioco di ruolo ambientato in un mondo postapocalittico e stracolmo di draghi. Ma siamo davvero di fronte a qualcosa di così prevedibile?

La vicenda, per cominciare, vede tre grandi attori: la nostra squadra (il cui nome potremo deciderlo noi, insieme a parecchie altre cose che vedremo a breve), l’azienda tecnologica Nodens e, naturalmente, i draghi.
In tutto questo, come ho appena accennato, avremo parecchia carta bianca: l’aspetto del nostro avatar e dei suoi compagni, così come i loro nomi e le loro classi, dovranno essere selezionati da noi basandoci su alcune scelte preimpostate. Se questa libertà di movimento risulta indubbiamente appetitosa, permettendoci di cucire l’avventura a nostra misura, dall’altra ci lascia con una certa insoddisfazione: non esistono retroscena narrativi legati a noi e ai nostri compagni, rendendoci in questo senso quasi “prodotti da laboratorio”.

7th dragon
Customizzami tutto.

La storia vera e propria risulta tutto sommato ordinaria, pur nel suo respiro epico: siamo nel 2100, ottant’anni dopo l’apocalisse narrata nel primo titolo della trilogia, e in un mondo ormai guarito dalle sue ferite la misteriosa azienda Nodens ha creato il popolarissimo 7th Encount, un videogioco basato sulla realtà virtuale che permette ai suoi giocatori di rivivere quel tragico 2020. Un giorno un gruppo di ragazzi, capeggiati dal nostro avatar, decide di provare questo 7th Encount spinti da una misteriosa ragazza (che diventerà nostra grande amica, oltre che fonte di lacrime le cui origini non vi voglio spoilerare), ottenendo un risultato così eccezionale da attirare l’attenzione addirittura di chi gestisce la Nodens. Sarà solo l’inizio di una lunga avventura che ci vedrà massacrare draghi, protetti da un’azienda molto meno minacciosa di quanto avremmo potuto temere in un primo momento. Il nostro primo contatto con le gerarchie aziendali, infatti, è attraverso Naganimi, personaggio decisamente sopra le righe (ma a suo modo adorabile) che nel suo aspetto ci ricorda, tra le altre cose, un certo qualcuno.

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“Contract?”

Da questo momento i nostri eroi i draghi li dovranno massacrare, per davvero, con un gameplay che mescola diversi dettagli interessanti. Troveremo il viaggio nel tempo in epoche ben precise, con un retrogusto molto simile a quello di un caposaldo del genere come Chrono Trigger, troveremo mappe labirintiche, troveremo sopra ogni cosa un sistema di combattimento all’apparenza ordinario, ma nei fatti calibrato alla perfezione.
Se, come me, siete appassionati dei titoli della ATLUS (la quale in questo caso si è occupata solo della distribuzione in Occidente), questo 7th Dragon III Code: VF vi suonerà parecchio famigliare. A cominciare proprio dal sistema di combattimento, rigorosamente a turni, che vi vedrà affrontare l’avversario (o gli avversari) in una visuale “in prima persona”, col mostro davanti a voi e i dati dei vostri personaggi diposti in caselle nella fascia inferiore dello schermo superiore. Ma al contrario di un Etrian Odyssey, ad esempio, i nostri personaggi compariranno fisicamente in battaglia, nel momento in cui dovranno attaccare (e spesso con animazioni belle da vedere).
E a proposito di Etrian Odyssey, le musiche di 7th Dragon III Code: VFD sono composte da un certo Yuzo Koshiro, mostro sacro nel suo campo. Sebbene le abbia trovate meno memorabili che in altri suoi recenti lavori (col primo Etrian Odyssey Untold si è tranquillamente raggiunto il vertice musicale di Nintendo 3DS), la loro natura techno ed ambient si sposa alla perfezione con quella altamente tecnologica di questo gioco.

Tornando al sistema di combattimento, già alle prime battute vi accorgerete di come scorra alla perfezione, nonostante un’apparente formularità. Avrete a vostra disposizione un ampio numero di tecniche, ma soprattutto otto diverse classi con specializzazioni decisamente inusuali per il genere (hacker e duellante, per dirne due) che vi soprenderanno con le loro sinergie e abilità. Proprio la sinergia è un elemento chiave di 7th Dragon III Code: VFD; al team di tre elementi, infatti, si aggiungerà in un secondo momento una squadra di “rinforzo” che vi farà da autentica seconda linea. Non potrete controllarli direttamente, ma saranno in grado di attaccare i nemici dopo aver aspettato un determinato numero di turni (in genere due), muovendosi in coppia con un collega in prima linea. Questa funzione, chiamata molto intuitivamente “Buddy”, vi permetterà di sferrare attacchi potentissimi, infliggere status, abbattere barriere dietro cui potrebbero nascondersi gli avversari.

mega spoiler

Drago dopo drago, vi accorgerete di come il gioco vi stia offrendo una sfida onesta e spesso spietata: la minima disattenzione può essere fatale. Ogni turno risulta infatti estremamente prezioso, soprattutto nelle fasi più mature di gioco, e buttar giù un lucertolone dopo aver calcolato al millimetro i turni necessari per farlo (uno di più avrebbe significato morte certa) è una soddisfazione immensa che questo titolo vi regala agilmente. Se la storia può non convincere, pur con i suoi personaggi spesso piacevoli, sarà molto difficile non essere incantati dalla danza elegante e furibonda che i nostri personaggi esibiranno sul campo di battaglia, fatta di combo, strategie e batticuore.

Non solo draghi, per fortuna: col proseguire della trama potremo espandere ed arricchiare il palazzo in cui ha sede la Nodens (dentro al quale ci muoveremo spesso, grazie a un efficiente sistema di ascensori). Dal lounge bar passando per una biblioteca, senza dimenticare un caffé per gatti (!!), aggiungeremo pezzo dopo pezzo una serie di luoghi che arricchiranno il gameplay anche quando non saremo intenti a saltare da un’epoca all’altra. Il motivo di questi salti nel tempo, accennati qualche paragrafo fa, sono molto semplici: nell’attesa dello scontro col settimo drago che dà il nome alla trilogia, dovremo mandare all’altro mondo i suoi precedecessori sparsi in diverse epoche.

Tra i piccoli dettagli che ho apprezzato molto c’è quello dei flirt: sebbene non abbia un impatto sul gameplay e una profondità paragonabile a quella di altri titoli spintisi in questo ambito, 7th Dragon III Code: VFD offre una funzione ben inserita e con esiti alle volte esilaranti (in una scenetta tra due personaggi lui fa a lei, con finezza rara, “Io ora ti metterò la lingua in bocca, non aver paura”). Quello che è davvero da elogiare, e che differenzia questo titolo da parecchi suoi colleghi “sentimentali”, è la possibilità di instaurare relazioni anche tra personaggi dello stesso sesso.

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A margine una segnalazione importante: alle spalle del franchise di 7th Dragon c’è la compianta Imageepoch, la stessa di quel meraviglioso Stella Glow che non ho elogiato abbastanza nella mia recensione di febbraio.

In conclusione

7th Dragon III Code: VFD è uno di quei titoli da non perdere per quel Nintendo 3DS che, piaccia o meno, si sta lentamente avviciando all’età della pensione. E in quanto titolo concepito in un’epoca matura della console, 7th Dragon III Code: VFD dimostra di essere il prodotto di una squadra che il 3DS lo conosce bene e sa quanto ne può pretendere. Se siete appassionati di giochi di ruolo, soprattutto quelli in grado di darvi la sensazione di essere stati pensati per un pubblico giapponese e che per qualche misterioso caso della vita avete ora tra le mani, questo è il titolo che fa per voi. Anche solo per un gameplay, mi ripeto, impeccabile come pochi altri giochi sulla console.
Avete presente la soddisfazione di una bella casetta di mattonicini, incastrati tra loro al millimetro? È quello che avrete da 7th Dragon III Code: VFD. E tutti i suoi parenti illustri, a partire da Etrian Odyssey e Stella Glow, non fanno che consolidare la certezza.

Quasi dimenticavo: il titolo è disponibile solo in inglese. Problema minore per buona parte del pubblico di riferimento, anche qui in Italia, tenendo anche conto dell’altà intuitività del gioco, ma comunque da segnalare.

Ringraziamo i ragazzi di Koch Media che ci hanno gentilmente fornito una copia in download di questo videogame. La recensione è stata scritta dopo oltre 50, intense, ore di gioco.

DRAGO/10

  • Gameplay delizioso e croccante.
  • Grafica dettagliata e sonoro piacevole.
  • Ottimi design per i personaggi, opera del mangaka Shirow Miwa
  • Trama accettabile, ma poco memorabile.
  • Assenza di un background narrativo per la nostra squadra.
7th Dragon III Code: VF è un titolo solido in grado di intrattenere, con un gameplay eccelso e un comparto visivo piacevole. Qualche sbavatura non danneggia uno dei titoli 3DS migliori dell’anno appena conclusosi.

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Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.