13 dicembre 2015 • Domenica Musicale

#48 – Le musiche di Final Fantasy Mystic Quest

Bentornati, bentornati alla nostra domenica musicale! La volta scorsa ho scelto un indie dallo stile retrò, e visto che mi era piaciuto particolarmente il risultato ho deciso di prendere in esame Final Fantasy Mystic Quest, un altro titolo retrò ma non esattamente indie, visto che è opera della Square Enix, allora nota come Square Soft.

Mystic Quest è uno spin-off tanto particolare quanto interessante: uscito per la prima volta in America nel lontano 1992, si presentava come un RPG per principianti. In quell’epoca erano già usciti i primi Final Fantasy, fino al III se ricordo bene, e Mystic Quest venne creato proprio per andare incontro a coloro che, nuovi al genere, avrebbero trovato difficoltà con i titoli della serie principale. Solo un anno dopo il gioco arrivò in Giappone e in Europa.

Ma in che senso sarebbe un RPG per principianti? Beh per esempio, non c’erano incontri casuali ma i mostri erano visibili già sulla mappa dell’overworld, oppure era possibile far controllare al CPU i propri compagni, oppure ancora venivano automaticamente equipaggiate le armi e le armature più potenti, senza lasciare possibilità di cambiarle.

Un altro motivo per cui il videogioco rimase famoso fu per la sua musica. Mystic Quest fu il primo gioco la quale OST non venne composta da Nobuo Uematsu, storico compositore di Final Fantasy, ma da Ryuji Sasai in collaborazione con Yasuhiro Kawakami. Sasai in particolare aveva un certo gusto per il genere rock in molte delle sue sfumature, e fece trasparire la cosa anche nella colonna sonora del videogioco, che sembra quasi portare al limite la potenza del Super Nintendo. Ma basta parlare, iniziamo ad ascoltare.

Il primo breve brano è World, sottofondo della mappa dell’overworld. È una musica molto semplice: un tamburo, una tromba e un flauto si muovono a ritmo di marcia, quasi ad accompagnare l’eroe in viaggio per le terre del mondo di Mystic Quest. Come tutti i brani di questo tipo, lo sentiremo molto ma molto spesso. Ciononostante a me non ha dato fastidio alla lunga, e a voi?

Battle 1 è il tema delle battaglie contro mostri qualunque. Già dal modo energico in cui inizia potrete sentire benissimo l’influenza del genere rock nel compositore, e lo credo bene: sentiamo una chitarra elettrica, una batteria, una tastiera, un basso elettrico. Insomma, tutti strumenti che una rock band che si rispetti non si fa mancare. Nonostante sia solo una battaglia generica, infonde comunque una certa adrenalina.

Battle 2 è, invece, il tema delle boss battle. Ancora più vivace del precedente, riusciamo a distinguere bene sia un tono simile all’hard rock sia quello del chiptune. Suonano le stesse note, ma creano un contrasto grave/acuto molto piacevole da ascoltare. A questi per tenere il ritmo abbiamo sia una batteria che, a tratti, un tamburello.

Dopo due brani carichi di energia, ecco Shrine of Light, brano sottofondo di alcune aree prive di nemici. Già da qui vediamo come sebbene parecchie tracce dell’OST hanno una certa affinità di genere, non mancano quelle che servono un po’ per spezzare la monotonia. È una musica calma e rassicurante, suonata da tastiera e archi, necessaria a farci prendere un attimo di pausa nell’avventura. Tra l’altro, è particolarmente lunga nonostante le aree in cui possiamo sentirla non siano molto grandi.

Ma questo non era un RPG? O siamo tornati su Earthbound? Stranamente, nell’albergo di una città è presente una rock band che si esibisce con questo brano, per l’appunto il Rock Theme. In maniera analoga a un brano dell’altro gioco sopracitato, il riff iniziale è un chiaro richiamo a Johnny B. Goode di Chuck Berry (sia inteso che ho smesso di scrivere per riascoltare l’originale perché diamine che bella). Mi dispiace solo che 55 secondi siano davvero troppo pochi per apprezzare al meglio questa traccia.

Questo è il sottofondo di alcuni dungeon, in genere ambientati all’interno di caverne o simili, Dungeon and Waterfall. Lo stile si potrebbe dire simile a quello di qualche traccia della precedente domenica su Cave Story. Sembra piuttosto calmo, ma in qualche maniera è avvolto nel mistero, quasi mistico. Probabilmente questo deriva proprio dall’unione dell’ambiente della caverna all’elemento dell’acqua. È il rumore di una cascata che si infrange in un lago sotterraneo, e che risuona attraverso le pareti della grotta. Le scale della tastiera in particolare, invece, mi rimandano vagamente a Dire, Dire Docks da Super Mario 64.

Una particolarità interessante dei temi delle città è che sono tutti la stessa melodia, ma rivisitata per rispecchiare l’elemento principale dell’area. City of Fire, come dice il nome, è la città che visiteremo quando saremo in cerca del cristallo del fuoco. Lo stile sembra avvicinarsi un po’ al jazz, con le sue leggere percussioni ritmiche, quasi a simulare il fuoco che scoppietta. Per sentire un paragone con un altra città, questo è il tema della città del vento, dove prevalgono i flauti.

Rock ‘n’ Roll è il tema del misterioso ninja Tristam, unico dei membri del party ad avere una musica personale. Non è così energico come altre tracce rock, è più fatto per essere usato durante le cutscene di dialogo. Il ritmo degli strumenti è piuttosto accattivante, e c’è da dire che è una delle poche cose che dice qualcosa sulla personalità del personaggio, date le limitatezze di allora.

Come suggerisce il nome, Lava Dome è il sottofondo che ascolteremo nelle profondità del vulcano dove alberga il cristallo del fuoco. Un po’ cliché, forse? In ogni caso, l’energia del rock si accosta bene all’atmosfera a dir poco esplosiva del luogo. Come in Battle 2 ci sono momenti dove si accostano stesse note da strumenti e chiptune, ma qui la chitarra elettrica sembra essere un po’ messa in secondo piano.

Probabilmente uno dei miei brani preferiti, Mountain Range of Whirlwinds è il tema del dungeon del vento. Inizialmente gli strumenti sono acuti e calmi, ma il tamburo in sottofondo fa intendere quella potenza latente che andrà a manifestarsi col proseguire della musica. Notiamo come prevalgono gli strumenti a fiato, sottolineando in particolare il corno.

Arrivati all’ultimo dungeon del gioco, ecco Last Castle. Ormai lo dico spesso in questo tipo di brani, anche qui la musica riesce nel suo obiettivo di metterci nell’ottica della fine del gioco. Ovviamente quindi Mystic Quest riesce a distaccarsi dalla massa facendo risaltare i suoi punti di forza, grazie in particolar modo alla batteria e alla chitarra elettrica, che fanno da accompagnamento originale per gli altri strumenti.

Dulcis in fundo, l’ultimo brano del gioco è Battle 3, tema del boss finale. Evitiamo giri di parole, questa musica è 10/10, quel tipo di musica che da sola spinge a giocare Mystic Quest. È forte, energica ed epica, ed è da lodare ancora di più come questo sia uscito da un gioco per Super Nintendo (ricordate cosa ho scritto all’inizio, e mi riferivo soprattutto a questa musica). Per quanto la battaglia possa essere semplice a causa della natura del gioco, riesce ad essere divertente e memorabile grazie al tema.

Benissimo, abbiamo finito anche oggi. Spero vi sia gradita e ci vediamo alla prossima!

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Oggettività e politically correct sono due cose importanti nei media, e quindi ringrazia Nintendoomed di potersene fregare per scrivere liberamente e senza mezzi termini. Il suo lavoro preferito è recensire i giochi che gli piacciono per riceverli gratis.