27 settembre 2015 • Domenica Musicale

#38 – Le musiche di Klonoa: Door to Phantomile

Questa settimana non avevo fantasia, quindi ho deciso di fare una piccola collaborazione con Mustungun per portarvi questa domenica musicale. Ha giocato questo gioco molto di più lui che me, quindi ha scelto i brani e io ho pensato ad analizzarli.
Prima che me lo facciate notare, dico già che non è la stessa musica del remastered per Wii, ma è quella della versione per PS1. Attaccatevi, ci piaceva di più questa.

Cominciamo subito senza altri indugi, su.

Il primo brano che affrontiamo è la canzone del mulino. È un motivetto molto allegro e vivace. Pare avere qualche somiglianza con lo stile di Wind Waker, forse a causa di strumenti in comune. Gli strumenti si mischiano tra di loro così bene che è difficile riuscire a distinguerli. Sentiamo sicuramente un legno, ma anche molte percussioni e molte corde di varie nature. La felicità prende molto l’ascoltatore.

Qui abbiamo il tema di un boss, Baladium. Ha un ritmo veloce, anche grazie ai bonghi che fanno da accompagnamento. Già nell’introduzione ci vengono presentati i legni che saranno presenti per quasi tutta la durata del brano, alternati ad altri strumenti tra cui archi e vibrafono. Sono presenti anche due tipi di corde: le prime, che possiamo sentire verso l’inizio, dal tono un po’ orientale, mentre le seconde sono a circa 40 secondi e cambiano leggermente l’andamento del brano.

Per qualche motivo è molto orecchiabile come musica. Probabilmente è per il tempo abbastanza inusuale, dovrebbe essere di 3/2. Ogni tanto il flauto si interrompe per dare spazio a un’arpa e uno xilofono. Poco prima di un minuto riusciamo a sentire un richiamo a The Windmill Song, reso molto distante. Da notare inoltre come tale flauto dopo il loop si trasformi in una sorta di fischiettare. Anche l’accompagnamento risulta molto dinamico, con variazioni di percussioni e di corde.

Ecco un altro brano interessante. Notiamo che è diviso in due parti: la prima è calma, con continui riverberi; la seconda è più vivace, con delle percussioni che la rendono quasi aggressiva. La parte d’interesse non sta nella musica in sé, quanto nella transizione: essa varia seguendo l’alternanza tra il giorno e la notte nel livello. Questa traccia poi si ricollega a un’altra, Out of Time, dove invece manca il sopracitato elemento e segue invece un filo unico.

Questo è il brano che accompagna gli ultimi livelli del gioco. Introdotto da dei rintocchi di campana, abbiamo un pianoforte come strumento principale. Con tanti strumenti che lo accompagnano, scandisce una melodia che instaura tranquillità, ma a tratti anche un po’ di insicurezza. Capita che il pianoforte venga sostituito da strumenti molto simili, come un organo verso l’inizio o un vibrafono più avanti. Se ben ascoltiamo, è continuo in sottofondo qualcosa che simula il battito di un cuore.

Oh, un brano tranquillo… aspetta, cosa? Altro che tranquillo, questa musica movimentata sa tanto di livello bonus (ed è proprio così). In primo piano abbiamo una tromba, accompagnata da un basso e qualche suono artificiale. C’è un cambio di andamento dopo un minuto, dove sentiamo dei rintocchi di campana con lo stesso sottofondo. Tuttavia questo dura poco, e presto ritorna la frenesia che contraddistingue la musica.

Questo è il tema del nonno di Klonoa. Come sua unica figura familiare, gli è profondamente affezionato. Abbiamo da un lato dei leggeri archi uniti a un legno e occasionali colpi di vibrafono, mentre dall’altro delle percussioni piuttosto ritmiche. Il tono crea una certa nostalgia, sembra una musica distante: in presenza del suo caro nonno, è come se Klonoa tornasse bambino. Questo tema viene poi ripreso in un altro momento del gioco, ma dovrete giocarci per sapere dove.

Ecco il tema di Joka, il braccio destro del main villain. Come design, è un po’ l’unione tra un pagliaccio e lo Stregatto. La musica cerca di riflettere proprio questo. Inizia con un organo spaventoso, per poi passare a degli archi insieme a… una risata? A 0:54 la musica prende potenza, aggiungendo dei cori e una batteria. È ovvio che si voglia focalizzare sull’incutere timore nell’ascoltatore. Qui non si sente bene, ma anche in questo brano in-game abbiamo delle transizioni simili a quelle di Dawn over Dawn, Dark into Dark durante la boss fight.

Probabilmente la traccia più bella del gioco. Abbiamo al centro una voce, accompagnata da un pianoforte e da archi. La scena in cui si ascolta questa musica sarà molto, molto incentrata sul fattore emotivo. Non c’è molto altro da dire in proposito, vi lascio al semplice ascolto.

La domenica finisce ancora una volta con il brano dei titoli di coda. Gli strumenti sono quelli di prima, ma data l’assenza della voce essi si ascoltano anche meglio. È una musica un po’ triste, dato anche il finale. Ma non dirò molto, perché ci teniamo a non fare spoiler.

Spero che vi sia piaciuta, ci vediamo alla prossima!

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Oggettività e politically correct sono due cose importanti nei media, e quindi ringrazia Nintendoomed di potersene fregare per scrivere liberamente e senza mezzi termini. Il suo lavoro preferito è recensire i giochi che gli piacciono per riceverli gratis.