6 settembre 2015 • Domenica Musicale

#36 – Le musiche di Phoenix Wright Ace Attorney: Dual Destinies

Oggi tratteremo per la seconda volta un titolo della celebre serie Ace Attorney. In questi videogiochi, che probabilmente sono tra le cose che si avvicinano di più a una visual novel in occidente, impersoneremo un avvocato difensore e avremo il compito di difendere il nostro cliente da un’accusa (quasi sempre di omicidio) e dovremo quindi investigare per avere prove e indizi da poter poi utilizzare in aula durante il processo. Non è così noioso come l’ho spiegato, anzi la serie è caratterizzata da elementi memorabili: i personaggi, gli eventi e anche la musica. Poiché Dual Destinies è il primo a essere arrivato su 3DS, ha un comparto tecnico superiore ai primi titoli, originari del GBA.

Iniziamo con uno dei temi più salienti dell’intero gioco. La legge sta attraversando un’età buia, dove la corruzione e la falsificazione sono ormai all’ordine del giorno, e dove i risultati contano molto di più della verità. Il brano comincia con degli archi, ai quali poco dopo si aggiungono ottoni, basso e percussione. A circa 30 secondi si unisce un clarinetto, che sentiremo anche più avanti. Molto chiaro è il tono del brano, misto tra il minaccioso e il solenne. Dopo un minuto invece inizia una serie di veloci crescendi da parte degli archi, al seguito del quale la melodia ricomincia.

Durante un processo, è di vitale importanza l’uso di testimoni per provare la colpevolezza o innocenza dell’imputato. Questo brano accompagnia proprio l’interrogatorio di un testimone. Ascoltiamo come in primo piano abbiamo una continua successione di staccati. Questi sono accompagnati da una chitarra elettrica e da un pianoforte, che a sua volta fa una serie di staccati. Come dice il titolo, il brano ha un tono moderato, né troppo calmo né troppo vivace.

OBJECTION! Questo è il tema di Phoenix, che sentiamo proprio mentre una sua obiezione rivela una contraddizione nella linea dell’accusa. Gli archi e gli ottoni sono gli strumenti più presenti nel brano, e si muovono agili insieme a una batteria in sottofondo. La musica sin dall’inizio sembra crescere progressivamente. A circa 40 secondi un singolo arco sta in primo piano, fino a un crescendo dopo il quale torna la velocità iniziale insieme agli ottoni. La fase finale vede una leggera variazione dopo il loop. Questo e altri brani sono sempre diversi da gioco a gioco, ed è interessante vedere come variano.

Eat your hamburgers, Apollo. Il secondo caso del gioco avviene in un paesino giapponese molto all’antica, dove ancora si crede nell’esistenza di esseri sovrannaturali (youkai). Per dare la giusta atmosfera, vengono quindi usati degli strumenti tradizionali del giappone, uno a fiato e l’altro a corde. A questi si unisce però un basso, non esattamente tradizionale. La musica rimane piuttosto moderata per tutto il tempo, più calma nella prima parte e leggermente più vivace nella seconda. Non saprei perché ho scelto questo brano, forse per indicare come si riesce bene a creare la giusta atmosfera a seconda del luogo o dei personaggi che si incontrano.

Parlando di musica che si adatta ai personaggi che si incontrano, ecco il brano per quando parteciperemo a un’investigazione insieme ad Apollo, protagonista del quarto titolo di Ace Attorney. La musica inizia chiaramente come una variazione del suo tema, meno movimentato. Mentre l’accompagnamento è fatto da violino, batteria e basso, in primo piano abbiamo un sereno pianoforte. Nonostante inizi seguendo quel tema musicale, a un certo punto decide di improvvisare e muoversi in maniera diversa. Il loop ricomincia dopo un breve frammento senza il pianoforte, con solo strumenti di accompagnamento.

Ed ecco uno dei miei brani preferiti del gioco, ovvero quello che accompagna Athena Cykes, nuova co-protagonista insieme a Phoenix e Apollo, avvocato a sé stante e quindi non una semplice assistente come Maya o Trucy. Non so perché, ma questo brano si potrebbe benissimo attribuire a Sailor Moon: sarà il tono vivace e movimentato, saranno gli strumenti come i violini, le trombe o le campane tubolari, chissà. Come altri brani del gioco, gli strumenti principali sono archi e ottoni, ma riescono a essere comunque usati in maniera unica.

Quando le indagini si fanno più complesse, mentre ci stiamo avvicinando alla verità, il tema che le accompagna subisce questa variazione. I veloci sintetizzatori si contrappongono a dei più calmi archi. Quando entrambi si fermano in una pausa, il breve silenzio viene rotto da una batteria al seguito della quale riprende la musica. Tuttavia, personalmente credo che perda rispetto alle altre versioni degli altri titoli della serie. Sembra che manchi quella sensazione che si ha dopo aver scoperto qualcosa di cruciale.

Nuovo gioco, nuovo avversario in aula. In Dual Destinies, il procuratore che quasi sempre rappresenterà l’accusa è Simon Blackquill, un criminale che partecipa al processo da ammanettato. Non ha la fama di Edgeworth, la ferocia di Franziska, la misteriosità di Godot o il fascino di Gavin, ma è stato possibile dargli uno stile tutto suo. Il suo tema musicale è influenzato dal suo design da samurai galeotto, prendendo un tono di minaccia (come ascoltiamo dagli archi in accompagnamento) ma al contempo mantenendo uno stile molto giapponese (l’oboe in primo piano e in particolare il frammento a 48 secondi danno questa idea). In-game è anche più accattivante: mentre siamo in vantaggio, ecco che lui grida “SILENZIO!”, la musica precedente si ferma e parte questo brano.

Una delle novità di gameplay più interessanti di Dual Destinies è la possibilità, durante i processi, di eseguire l’interrogatorio analizzandone le sue emozioni. In questo modo, sarà possibile scoprire un’eventuale menzogna in base allo stato d’animo del testimone. Questa è una variazione del tema che lo accompagna, nel momento in cui le emozioni diventano molto forti. Dal tono vivace, il brano prosegue con l’uso di strumenti quali chitarra elettrica e pianoforte/tastiera. La velocità va crescendo progressivamente, portando quasi ansia nel giocatore. Tutti i vari suoni sintetizzati in sottofondo rendono la musica piuttosto artificiale.

Uno dei passi più importanti delle indagini è parlare a faccia a faccia col proprio cliente. Questo avverrà nel centro di detenzione, dove i due sono separati da uno spesso vetro antiproiettile. Il brano non è molto lungo, e anzi è piuttosto semplice. È una melodia dal riverbero molto pronunciato, quasi vuota, scandita dalla chitarra e da molti altri suoni in sottofondo. Non è calma per portare serenità, ma più una certa malinconia. D’altra parte, l’elegia è una musica che si suona a un funerale.

Anche questo tra i miei preferiti, Pursuit è uno di quei temi ricorrenti che cambiano in base al gioco. La caratteristica è la stessa: il processo è stato ribaltato in nostro favore, e proseguiamo creando una falla dopo l’altra nel testimone. Il brano parte già in quarta con degli ottoni che danno adrenalina. Questi si ripetono insieme ad archi che vengono poi surclassati da una chitarra elettrica. Alla fine, gli strumenti si fondono insieme per mantenere il più possibile l’energia della traccia. Il loop stesso neanche si sentirebbe se non fosse per la chitarra, siamo troppo presi dalla musica per accorgerci che si sta ripetendo.

Diversi brani nella serie prendono il titolo di Reminiscence, riferendosi spesso a flashback tristi, quasi tragici dietro alle vicende attuali del caso. In questo caso, come possiamo riconoscere dalla musica, è Athena il soggetto. La viola sembra parecchio grave in confronto al carillon in primo piano. Il tema di Athena è inconfondibile, ma qui non ha niente dell’energia e allegria che aveva prima. A circa un minuto gli archi aumentano in numero e si fanno più forti, poco prima che il singolo carillon rimanga nuovamente da solo. Sentiamo piuttosto chiaramente anche un basso, presente più per enfatizzare lo strumento principale.

L’ultimo brano di oggi è quello che ascoltiamo alla fine di un processo, ovviamente vinto. Dopo la veloce introduzione inizia l’aria festosa del brano. Gli strumenti sono numerosi: vibrafono, basso, chitarra, violini, e anche qualche strumento sintetizzato. Durante tutto il brano si alternano e si amalgamano bene tra di loro. Non è molto lunga come melodia, giusto necessaria a descrivere un epilogo.
Bene, la domenica è finita. Spero vi sia stata di gradimento, alla prossima.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Oggettività e politically correct sono due cose importanti nei media, e quindi ringrazia Nintendoomed di potersene fregare per scrivere liberamente e senza mezzi termini. Il suo lavoro preferito è recensire i giochi che gli piacciono per riceverli gratis.